Montella ripensa al Milan: «Non potevo vincere subito. Donnarumma equilibrato»

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Ora è al Siviglia ma ha passato una prima parte di stagione così così al Milan: Vincenzo Montella si guarda indietro e ripensa a Cutrone, Suso e altri ancora

Da Siviglia Vincenzo Montella torna a parlare del Milan. Il tecnico degli andalusi, che di recente ha eliminato José Mourinho e il suo Manchester United in Champions League, vede a distanza i frutti del suo lavoro. Cutrone, per esempio, è stato convocato in nazionale. «Sono felicissimo della convocazione di Cutrone, ha fame sotto porta. Silva ha potenzialità enorme. Si giudicano i calciatori in base al prezzo, ma lui ha qualità» afferma Montella. Il mister campano è finito in mezzo a monte critiche per il gioco del suo Milan, che in mezzo girone (quello di ritorno) ha già raccolto più di quanto aveva fatto lo stesso Montella. Però lui non cerca alibi: «Nel nostro mestiere spesso si è pagati per essere capri espiatori. Ho fatto il meglio possibile, ma avevo giocatori nuovi. Non si può essere vincenti fin da subito col solo Bonucci che aveva vinto. Suso? Se non giocava in quel ruolo era per accontentare il suo ex presidente, ma avevo ragione io».

Per Montella Milan, Juventus e Italia in testa

Montella, la scorsa estate, ha dovuto affrontare anche la grana Donnarumma. Sembrava che il portiere del Milan dovesse dire addio ai rossoneri e lo stesso Aeroplanino scese in campo incontrando la famiglia Donnarumma in Campania: «Il Milan sta facendo una grande risalita. Donnarumma è equilibrato e anche la sua famiglia, stanno vivendo un gran momento e hanno fondamenta per un gran futuro. Reina? Qualsiasi grande squadra ha il dovere portarsi a casa due grandi portieri». Che ne sarà invece di Montella dopo la stagione con il Siviglia? Probabilmente rimarrà agli andalusi, per sua stessa ammissione, ma a Radio Anch’io Sport viene paventata la possibilità di approdare in altri lidi. Montella infatti chiude dicendo: «Juventus? No, hanno già Allegri che è straordinario. Italia? Per un allenatore allenare la Nazionale è un sogno, la accetterei».