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Morto Nazzareno Canuti: il mondo del calcio piange la scomparsa dell’ex Inter e Milan. Aveva 70 anni

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Morto Nazzareno Canuti: il mondo del calcio dice addio all’ex Inter e Milan. Aveva 70 anni, il cordoglio per la sua scomparsa

Milano si sveglia più triste. Il mondo del calcio italiano si stringe in un profondo cordoglio per l’improvvisa scomparsa, all’età di 70 anni, di Nazzareno Canuti. Difensore roccioso, marcatore implacabile ma corretto, “Nazza” – come veniva affettuosamente chiamato da compagni e tifosi – ha segnato un’epoca irripetibile a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, entrando nella ristretta cerchia (appena quattordici all’epoca) dei doppi ex capaci di difendere i colori di entrambe le sponde del Naviglio.

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Il cuore nerazzurro: lo scudetto con Bersellini

La sua carriera resta indissolubilmente legata all’Inter, club in cui è cresciuto e con cui ha esordito nel 1975. Canuti è stato un pilastro della formazione plasmata da Eugenio Bersellini, il celebre “sergente di ferro”. Con la maglia nerazzurra ha collezionato 183 presenze, alzando al cielo due Coppe Italia e, soprattutto, lo Scudetto della stagione 1979-80. Un amore viscerale, mai nascosto nemmeno dopo l’addio, come aveva recentemente ribadito in un’intervista alla Gazzetta dello Sport.

La parentesi rossonera e il ricordo del Milan attuale

La storia di Canuti si intrecciò con il Milan nell’estate del 1982, all’interno del clamoroso scambio che portò all’Inter Fulvio Collovati. Nonostante lo scetticismo iniziale, Canuti onorò la maglia rossonera con professionalità esemplare, contribuendo alla vittoria del campionato di Serie B sotto la guida di Ilario Castagner, il “gentiluomo della panchina”.

Oggi, il ricordo di quell’impegno viene celebrato anche dalla nuova dirigenza del Diavolo. Igli Tare, insieme a Massimiliano Allegri, hanno espresso immediata vicinanza alla famiglia, ricordando Canuti come un avversario leale e un professionista serio.

Una vita oltre il campo

Dopo aver chiuso la carriera vestendo le maglie di Genoa, Catania e Solbiatese, Canuti aveva saputo reinventarsi con successo lontano dal rettangolo verde, diventando un apprezzato dirigente della Sony. Non aveva però mai tagliato il cordone ombelicale con il calcio: la sua presenza sorridente era una costante agli eventi degli Inter Club. Se ne va un pezzo di storia di San Siro, simbolo di un calcio fatto di passione, sudore e rispetto reciproco.

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