Muore Antonio Angelillo – 5 gennaio 2018 – VIDEO

Il 5 gennaio 2018 muore a Siena Antonio Angelillo. Il calciatore argentino, poi naturalizzato italiano, ha vestito le maglie di entrambe le nazionali

Antonio Valentin Angelillo, originario di Buenos Aires ma naturalizzato italiano per via delle sue origini lucane, muore il 5 gennaio 2018  a Siena all’età di 80 anni. L’oriundo ha vestito sia la maglia della nazionale italiana che quella albiceleste, trovando la sua dimensione a cavallo degli Anni ’50 e ’60 con la maglia dell’Inter prima e della Roma poi.

Gli esordi e la consacrazione all’Inter

Mezz’ala di enorme talento, rapida e prolifica, Angelillo debutta nel 1955 con la maglia del Racing Club de Avellaneda, dove metterà a segno poche ma significative prestazioni che gli consentiranno di approdare al Boca Juniors. Seguirà un’annata di grande spessore che lo porterà a realizzare 16 gol in 34 partire e attirerà su di sé le attenzioni dei principali club europei. Sarà l’Inter di Angelo Moratti ad avere la meglio sui rivali, aggiudicandosi un talento che dimostrerà da subito tutte le sue qualità. Già nella prima stagione nel 1957, infatti, l’italo-argentino stupisce i suoi tifosi segnando 16 reti. Ma è nella seconda che si consacra come uno dei migliori della sua generazione, laureandosi capocannoniere con 33 gol, stabilendo il record per i tornei a 18 squadre. Con 39 reti complessive, inoltre, eguaglia il primato stagionale di gol realizzati con la maglia dell’Inter siglato da Giuseppe Meazza.

Angelillo rimarrà all’Inter per quattro stagioni, disputando 127 partite e realizzando 77 gol complessivi. Il rapporto con il club nerazzurro peggiorerà col tempo anche a causa dell’arrivo del Mago Helenio Herrera, che considera il giocatore dedito alla dolce vita. Soprattutto, però, l’attaccante mal si adatta alla rigidità degli schemi del Mago, che preferisce non avere in rosa calciatori troppo indipendenti. Verrà dunque ceduto alla Roma nel 1961, dove tornerà ai suoi massimi livelli disputando quattro stagioni molto positive. Con i giallorossi collezionerà 27 gol in 106 presenze e contribuirà al successo della Coppa delle Fiere 1960-61 e della Coppa Italia 1963-64. La sua esperienza alla Capitale lo porterà anche ad un significativo cambio di ruolo a centrocampo, in posizione di regista.

L’approdo alla Roma e gli ultimi anni

Dopo Roma torna a Milano sponda rossonera, ma comincia da questo momento una lenta parabola discendente delle sue prestazioni che lo portano a cambiare più squadre nella seconda parte della sua carriera: Milan, Lecco, Genoa e Angelana. In quest’ultima approderà nel 1969 per chiudere la sua carriera. Nella piccola frazione di Assisi vestirà anche il ruolo di allenatore sino al 1971, anno del suo ritiro dall’attività agonistica.

Le due nazionali

Una carriera di luci e ombre per un giocatore di indiscusso talento, che in nazionale ha sicuramente raggiunto il suo traguardo più importante. Esordisce con la maglia dell’Argentina il 15 agosto 1956 e si afferma l’anno seguente segnando 8 gol nella Coppa America disputata in Perù. Qui guiderà l’albiceleste al trionfo finale grazie ai gol segnai, 8 in tutto, e ai numerosi ruoli ricoperti, improvvisandosi persino difensore. Con Maschio e Sivori formerà uno dei più straordinari tridenti offensivi della storia, che per tecnica e cattiveria agonistica verrà soprannominato angeli dalla faccia sporca.

Nel 1960 è chiamato anche dalla Nazionale Italiana, dal momento che in Argentina vige la regola secondo cui chi gioca all’estero non può vestire la maglia albiceleste. Esordisce con gli azzurri il 10 dicembre, giorno dell’ultima partita in nazionale di Giampiero Boniperti. Ma sarà la prima di due sole presenze totali, che renderanno la sua esperienza in azzurro un piccolo fallimento.


Il contenuto video fa parte della serie web Almanacco del Calcio, prodotto da Sport Review srl.