2013
Napoli, Hamsik: «Terrei legato qui Mazzarri, ma?»
CALCIOMERCATO NAPOLI HAMSIK – Lo show di Marek Hamsik travalica i limiti del campo di calcio: il “tenore” del Napoli, intervistato dal Corriere dello Sport, ha parlato a ruota libera della squadra che lo ha ormai conquistato, tanto da essersi scelto uno scudetto per la vittoria dello scudetto. Il centrocampista, però, ha esordito con un tuffo nel passato: «11 gennaio 2006? Ero talmente felice del mio primo gol con il Brescia in Italia, a San Siro e al Milan, che non riuscivo a pensare… 11 maggio 2008? Ricordo che avevo segnato una gran rete, dal punto di vista tecnico. Non so se il gol più bello, so che fu una gran bel gesto: settanta metri palla al piede, poi una serie di finte. E io che ero un debuttante, in serie A, di fronte avevo i difensori del Milan. Allegri? La stima di un tecnico così prestigioso, che ha saputo vincere lo scudetto con il Milan, che è protagonista del calcio italiano mi inorgoglisce. E’ un onore per me e sono fiero».
Il calciatore slovacco ha poi parlato della sua forza e di quella dei suoi compagni di squadra: «Noi più forti? Atto di presunzione che non mi strapperete mai. Intanto io sono uno al quale piace muoversi, giocare tanti palloni, avere la possibilità di essere sempre nel vivo della manovra. E poi, sinceramente, io non penso di essere un top player. Cavani lo è? Lo dicono i numeri, basta rileggere le cifre di questi suoi tre anni a Napoli. Sì, Edinson lo è. E’ tra i primi cinque attaccanti al mondo, poi ognuno è libero di scegliere dove sistemarlo: dunque, Cavani, Ibrahimovic, Van Persie, Rooney e Falcao. Anno più bello per me? Probabilmente sì. M’è andata bene in inverno, non ho avvertito la solita crisetta. Mi piace il ruolo, mi piace il modo in cui stiamo giocando».
Hamsik ha poi analizzato il momento della sua squadra e del Milan, che affronterà nel prossimo turno di campionato: «Hanno fatto una grande rimonta, hanno superato brillantemente il momento difficile, hanno uomini di valore in qualsiasi zona del campo. Veniamo da tre vittorie consecutive che ci hanno permesso di allungare. Sentivamo la pressione dei rossoneri, si erano attaccati alle spalle. Ma abbiamo tenuto duro, siamo stati bravi a rimetterci a distanza di sicurezza. Chi sta meglio? Questo può dirlo solo il campo. Direi che il Napoli ha tratto beneficio da questi ultimi successi, che ci hanno restituito coraggio e serenità interiore. Possiamo guardare dietro senza troppa ansia, però pure senza troppa leggerezza. E’ la partita dell’anno, che vale la Champions, nel caso in cui riuscissimo a non perdere. Noi vogliamo il secondo posto, non pensiamo ad altro. Però anche dieci punti sono tanti, figuriamoci undici. E’ chiaro che a Milano dovesse andar bene, sarebbe pure quel un discreto vantaggio. Scudetto? Quello è della Juventus, da tempo. Lo hanno meritato, hanno dimostrato di essere una squadra di valore, giocando sempre con piglio autorevole. Cosa ci è mancato? Le vittorie con il Bologna e magari quella a Verona. Una certa continuità di risultati. Sono certe gare che fanno la differenza, in classifica e nel morale, e io penso che con quei sei punti, tre dei quali li avevamo in tasca a pochi minuti dalla fine, ora saremmo a ridosso dei bianconeri. Lo dice pure l’aritmetica. Il Napoli non andrà a Milano per puntare al pareggio, sarebbe un errore gravissimo e non siamo disposti a commetterlo. La nostra mentalità ci suggerisce di fare sempre la partita, di giocarcela, di provarci. I calcoli non appartengono alle nostre abitudini e penso che si sia notato in queste stagioni. Qualificazione in Champions? Traguardo sensazionale, meraviglioso. Ci proietterebbe ancora in una dimensione da favola e rappresenterebbe il nostro piccolo scudetto. Chi togliere dal Milan? Per quello che sta dimostrando in queste settimane, ma per le qualità che ha in assoluto, direi Montolivo. A Firenze ha fatto praticamente tutto lui, il gol, l’assist e una prestazione di spessore. Mi sembra sia in grandissima condizione. E poi è molto meglio che non ci sia Balotelli: con lui i rossoneri hanno fatto un bel salto di qualità, non trovarselo dall’altra parte sarà comunque un vantaggio».
Inevitabile una domanda sul suo futuro e su quello del tecnico Mazzarri: «Non guardo lontano, vivo il presente e mi godo questo momento favoloso. Qui sono felice, lo sono io e lo è la mia famiglia e questo ci basta. Mazzarri? Ho un grandissimo rapporto con lui. Io lo terrei legato a noi con tutte e due le braccia, ma sono un calciatore e ci sono argomenti che non sono di mia competenza. Il mercato tra questi. La decisione non può essere mia».