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Napoli Torino secondo De Canio: «D’Aversa porterà i granata alla salvezza. Conte non è cambiato di una virgola, già allora…». Il retroscena

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Napoli Torino Gigi De Canio ha parlato così di Conte e D’Aversa verso il match del Maradona. Le sue dichiarazioni

Gigi De Canio non ha dubbi: «Roberto D’Aversa farà bene sulla panchina del Toro e aiuterà i granata a tirarsi fuori dalle zone calde della classifica. Contro la Lazio ha già dimostrato l’impatto che può avere». Ecco la sua intervista a Tuttosport.

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D’AVERSA «Ricordo che Roberto non voleva mai perdere durante le partitelle e ogni volta che gli fischiavo un fallo lanciava per protesta il pallone fuori dal campo. Così lo multavo di 50 euro: a fine anno, quando ci fu la raccolta benefica coi proventi derivanti dalle multe ai giocatori, gli dissi che due terzi della cifra arrivava da lui. Battute a parte: D’Aversa era un leader in mezzo al campo e con i consigli di uno come Conte affinò ulteriormente la sua leadership».

LA PREDISPOSIZIONE PER LA PANCHINA «Allora era ancora giocatore negli atteggiamenti, anche se in lui c’era la predisposizione ad allenare. Roberto aveva, infatti, una grande capacità di analisi tecnico-tattica delle gare e in partita sapeva leggere in anticipo molte situazioni. Doti fondamentali per chi vuole fare questo mestiere».

PREGI E DIFETTI «Il pregio principale di Roberto era la grande volontà di imparare e migliorarsi sempre. Era attento a tutto quello che riguardava la preparazione della partita e le scelte che operavo: una curiosità che lo portava a confrontarsi per accrescere le sue conoscenze; mentre il difetto è facile: era un po’ fumatino di carattere. Non so quante volte gli avrò detto di stare calmo…».

CONTE «Antonio è sempre uguale: non è cambiato di una virgola dal ragazzo che iniziava ad allenare nel mio staff. Già allora, seppur facesse il collaboratore, era un martello. Conte riusciva subito a trasmettere loro quell’intensità e l’applicazione feroce, che poi abbiamo sempre ammirato nelle sue squadre. Per questo sono sempre stato sicuro che avrebbe fatto una grande carriera in panchina. Tra l’altro Antonio era animato dall’estrema determinazione di arrivare in alto e sono contento ci sia riuscito. Conte era attento, maniacale e meticoloso in tutto quello che faceva: si informava su qualunque cosa e non voleva tralasciare neppure il più piccolo particolare sia sul lavoro in campo sia nella gestione quotidiana della squadra».

NAPOLI-TORINO «Al netto delle assenze il Napoli è certamente favorito, anche perché D’Aversa è appena arrivato al Torino e necessita di tempo per trasmettere bene le sue idee. Roberto comunque è partito col piede giusto e porterà il Toro alla salvezza; mentre Antonio arriverà col Napoli in Champions».

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