Hanno Detto
Palermo, parla il ds Osti: «Esperienza splendida, città dove si respira calcio. Pohjanpalo, Miccoli, Muriel: vi racconto i miei colpi migliori»
Palermo, parla il direttore sportivo Carlo Osti: «Pohjanpalo, Miccoli, Muriel: vi racconto i miei colpi migliori». Le sue parole
Carlo Osti, ex difensore con due scudetti in bacheca con la Juventus, da dirigente ha attraversato l’Italia da nord a sud, costruendo squadre e scoprendo talenti (Miccoli su tutti). Oggi è il direttore sportivo del Palermo e al Corriere dello Sport ha raccontato il suo anno in rosanero.
L’IMPATTO CON PALERMO E LA SICILIA «Ci sto benissimo dal primo giorno, sono un montanaro di Vittorio Veneto ma in un luogo di mare mi sono sentito subito accolto. Vivo a Mondello, la scelta di accettare Palermo quando mi ha chiamato l’ad Gardini ha reso felicissime le mie figlie Carlotta e Ludovica che sono innamorate della Sicilia e vengono spesso a trovarmi. Mia moglie insegna e si muove meno, ma è contenta».
IL PARAGONE CON GENOVA «Sono stato anche alla Sampdoria e la pressione a Genova è simile, anzi là è suddivisa su due squadre mentre qui percepisci che una città intera vive per il Palermo. Il che trasmette ambizione ma comporta maggiori stimoli».
IL MERCATO DI GENNAIO «L’acquisto che ritengo indispensabile? Comincia per F, e si chiama fame. E’ la dote che più necessita per emergere in un torneo durissimo come la B. Con Inzaghi ce n’è già tanta ma averne di più non guasta.
LA FILOSOFIA E IL CITY «Io ho suggerito un percorso con giocatori pronti, e il City l’ha accettato; il tempo dirà se otterremo i risultati sperati, lavoriamo tutti assieme per questo scopo».
L’ADDIO DI BRUNORI «Brunori nessuno lo ha voluto mandare via, ma oggi il suo ruolo era cambiato. Lui ne è consapevole, è stato correttissimo, ha deciso di andare e noi lo abbiamo accontentato dato quello che ha fatto per il Palermo. Al suo posto? Detto che Le Douaron è cresciuto, arriverà un altro attaccante di livello, che ci possa migliorare. E non è facile».
I GRANDI COLPI «Pohjanpalo: non era facile convincerlo, ma l’ho sempre pensato adattissimo per Palermo. Alla Samp portai Muriel, Schick e Skriniar. Ma vado fiero di un acquisto dei miei inizi: ero a Terni, presi Fabrizio Miccoli dal Casarano. Tutti dicevano che era troppo basso, Palermo sa bene che giocatore è stato».
COSA PORTA INZAGHI «La sua mentalità. Il Palermo è pragmatico, subisce poco e segna. E’ una squadra riconoscibile ed è merito dell’allenatore. La fame di calcio di Pippo fa la differenza: conosce tutto, nel tempo libero guarda le partite di C e mi chiama per analizzarle. Il gioco non è sempre brillante? Cattiveria ed agonismo sono ok, ma la nostra rosa ha anche qualità, e Inzaghi lavora per farla emergere».
BILANCIO DI UN ANNO A PALERMO «Esperienza splendida, città dove si vive benissimo e si respira calcio, l’augurio è che ci sorrida anche l’aspetto professionale».
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