Pepe difende Casillas, Mourinho sempre più solo. - Calcio News 24
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2013

Pepe difende Casillas, Mourinho sempre più solo.

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 Madrid. Dopo l’eliminazione in Champions League, con un solo obiettivo la Coppa del Re contro l’Atletico di Madrid,  in casa ‘merengues’ è ora di fare il bilancio della stagione. Il primo a tirare le somme della sua esperienza al Real è stato Mourinho che ha rivendicato di non aver fallito: “Quando sono arrivato qua, il club non era testa di serie. Ora lo è, perché con me ha raggiunto tre semifinali di Champions in tre anni. Mentre nei 21 anni prima di me aveva raggiunto le semifinali solo 5 volte”. La nostalgia dello ‘Special One’ per la Premier dichiarata a un collega inglese, le critiche ai media spagnoli “Qua in tanti mi odiano, e la maggior parte sono in questa sala stampa” e il vittimismo ‘mourinhiano’ “Sapete, è difficile lavorare in un ambiente ostile” hanno svegliato lo spogliatoio del Real Madrid che ha cominciato a sentirsi più libero di fronte ai microfoni. L’escalation ha avuto il suo culmine nelle parole di Pepe, che ieri sera ai microfoni di CalcioNews24 ha detto: “L’allenatore non ha usato le parole giuste nei confronti del capitano, ci vuole più rispetto per Casillas, un’istituzione del Real Madrid e della nazionale spagnola”. Un fulmine a ciel sereno? Non proprio, meglio fare un passo indietro e ripercorrere l’ultima settimana in casa ‘blanca’. Dopo il ‘quasi-addio’ di Mou martedì sera, giovedì l’ormai panchinaro Casillas ha dichiarato che “succeda quel che succeda” con l’allenatore, “lui rimarrà fedele al Real Madrid”. La risposta del mister non si è fatta attendere. Ventiquattro ore dopo, Mourinho si è presentato in sala stampa al centro d’allenamento di Valdebebas con una bordata delle sue e ha detto che il suo rimpianto è non essere riuscito a comprare il portiere Diego Lopez due anni fa. Come dire: Casillas meritava di fare panchina da un bel po’. Tra l’allenatore portoghese e Iker si sa, non corre buon sangue. Le ragioni sono di carattere tecnico, ma soprattutto personali. La rottura nel loro rapporto è avvenuta quando Iker da capitano ha parlato con Xavi e ha smesso di seguire la linea delle accuse e dello scontro verbale con il Barcellona. Linea che aveva scelto Mourinho per mettere pressione ad arbitri e avversari. Che il suo capitano quindi abbia smesso di seguirlo, è stato, per Mou, un ammuntinamento vero e proprio. Il loro rapporto si è rotto ed è precipitato ancor di più quando Sara Carbonero (giornalista e fidanzata di Casillas) non ha risparmiato critiche e ha parlato di uno spogliatoio diviso tra i fedeli a Mou e gli anti-Mou. Che venerdì Kakà in un’intervista a ESPN abbia dichiarato che con Ancelotti ha vissuto i suoi migliori anni come giocatore, non deve stupire. Ricky spera che le voci di mercato siano vere e che Florentino Perez porti alla corte del Real Madrid l’amico Carletto. Quello che stupisce, invece, dopo la difficile vittoria di ieri contro il Valladolid (4-3 con doppietta di Ronaldo e gol di Kakà) sono le parole post partita di Pepe. Pepe fino ad ora un ambasciatore del Mourinho-pensiero, uno scudiero leale spesso inviato in zona mista, quella terra di mezzo (tra il club e i tifosi) dove i giocatori vengono assediati da una selva di microfoni e da una raffica di domande. E da difensore qual è, l’arcigno Pepe aveva sempre difeso a spada tratta il mister e spento le fiamme delle critiche. Almeno fino ad ora perché, forse complice l’addio ormai quasi certo di Mou o il fatto che siamo a fine stagione, Pepe ha deciso di dire la sua e schierarsi apertamente in favore del suo capitano. Ieri Mourinho nonostante le difficoltà dei suoi, spesso costretti ad inseguire, non si è alzato nemmeno una volta dalla panchina. La reazione dei tifosi quando la curva ha inneggiato a José, l’allenatore di Setubal, è stata una marea di fischi. Solo Karanka in sala stampa, visibilmente agitato, ha difeso il comandante Mourinho sostenendo che non è per mancanza di rispetto che Casillas ultimamente siede in panchina, bensì per mancanza di condizione. Il sottoscritto vi può giurare che nel riscaldamento pre-partita Iker sembra quello di una volta, agile ed elastico come un gatto, senza nulla togliere a Diego Lopez che sta facendo molto bene. Per non rimanere a “zero tituli” in questo 2013, il Real Madrid deve vincere la Coppa del Re contro l’Altetico di Simeone. Dopo l’ammutinamento dello spogliatoio e con un comandante e il suo vice che colano a picco, vedremo se dopo 14 anni l’Atletico riuscirà a vincere un derby che vale una stagione. 

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