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2013

PSG, Leonardo: «Ibrahimovic e Verratti restano, Ancelotti?»

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CALCIOMERCATO PARIS SAINT GERMAIN LEONARDO – Non c’è stato il miracolo in questa stagione, ma il Paris St Germain ha fatto molti passi avanti verso l’obiettivo fissato dal progetto alimentato dai soldi del Qatar, cioè tornare grandi e dominare l’Europa. I soldi, però, non bastano per vincere e, infatti, è arrivata l’eliminazione a testa alta contro il Barcellona: «Sono fondamentali come per un grande film e oggi hanno un peso maggiore. Abbiamo investito tanto per cercare di vincere in fretta, ma con una struttura chiara e la voglia di stupire. Il tifo dei bambini è quello vero e sono tornati a vestirsi con le maglie del Psg. Significa che abbiamo dato loro idoli per sognare. Anche il figlio del presidente del St. Etienne tifa Psg», ha dichiarato Leonardo ai microfoni di ExtraTime, dove ha parlato dell’acquisto di grandi campioni e del futuro di Ancelotti: «Magari a qualcuno scherzando ho promesso la Tour Eiffel, la verità è che non ho mai mentito a nessuno, mai detto che qui c’è il paradiso. Poi è più facile convincere a traslocare la famiglia a Parigi, anche se la Francia magari non è ancora pronta per il Psg. La geografia del calcio sta cambiando. I nuovi centri sono in Russia, Turchia, Germania e le cose cambiano anche qui, dove c’è una tradizione di calcio “sociale” che mira al livellamento più che al picco verso il successo. Anche per questo gente come Giroud, Hazard vanno via. Oggi ci sono segnali di inversione grazie all’Europeo 2016 che porta nuovi stadi, al Monaco che investirà sul mercato e al Psg che può alzare il livello tecnico delle avversarie. La gente lo sta capendo, meno i media. All’inizio era come promettere l’attico di un palazzo ancora da costruire, ma i giocatori ci hanno creduto. L’ultimo mercato ha dato personalità alla squadra, Ancelotti però è stato fondamentale. Suo futuro? Il Psg è una società nuova. Se il Barcellona non vince la Champions o esce in semifinale non cambia molto. Il nostro equilibrio è più fragile. Spetta a me tutelarlo ma penso che Ancelotti sia la persona giusta. Se resta? Vinciamo scudetto e coppa di Francia e poi facciamo insieme i piani per il futuro. Con noi, solo 4-5 squadre possono permettersi Ancelotti, quindi il rischio di cedere alla tentazione c’è. Ma voglio credere che tutto andrà bene e costruiremo il futuro con lui».

E a proposito di mercato il direttore sportivo del club parigino ha dichiarato: «Tanti giocatori aspirano al Psg quasi come al Real, Milan, Barça, Bayern, ma se comprassimo tutti non avrebbe senso. Su Ronaldo non c’è mai stata un’offerta. Mai sentito Rooney o Cavani. Non escludo grandi acquisti, ma solo se c’è l’opportunità. Di sicuro rinforzeremo la rosa per mantenere l’equilibrio anche in funzione delle cessioni. Voglio un gruppo più coperto in tutti i ruoli, per evitare di trovarci in difficoltà come è successo a gennaio a centrocampo tra infortuni, squalifiche, cessioni. Il mercato si sta aprendo, potremmo pescare in Spagna o in Inghilterra. L’idea di rivedere grandi francesi tornare mi piace. Non parlo di Benzema, ma magari Nasri, Ribery, Cabaye. Non so se sia fattibile e non ho avuto contatti con nessuno di loro. I francesi fanno bene all’estero, come Moussa Sissoko che seguivo ma ha scelto Newcastle o Cabaye che apprezzo molto. I giovani devono però maturare mentalmente. Niente nomi, poi me li portate via».

Leonardo ha poi parlato delle sue esperienze all’Inter e al Milan, confrontandole con il suo ruolo a Parigi: «Negli ultimi 4 anni ho cambiato tante vite, partendo sempre da zero. Fare il tecnico è più complicato, ma penso che fare il dirigente come oggi è il mestiere ideale. Pur se non avrei mai immaginato che potesse esistere un progetto simile. In Italia c’è una tradizione di italiani che investono nel calcio. Conosco Moratti da sempre e all’Inter ho vissuto una sfida incredibile. Come al Milan, dove pensavo di restare a vita, ma non tornerei perché con Berlusconi ho litigato. In Brasile diciamo che chi dà un colpo poi dimentica, ma chi lo prende invece no, per questo non prometto più niente a nessuno. Per me il Milan non è Berlusconi, ma un patrimonio internazionale. Il club ideale sarebbe con Moratti presidente e Galliani dirigente. Non so quel che succederà, io sto bene a Parigi anche se qui dicono il contrario. Con Moratti parlo spesso, ma non significa che tornerei all’Inter, che attraversa un ciclo difficile dopo tanti trionfi. I Guarin, Juan Jesus, Palacio, Handanovic daranno nuova vita al team».

Infine, Leonardo ha parlato del progetto Juventus, che potrebbe attirare Ibrahimovic e Verratti, del Bayern Monaco e di Neymar: «Penso che Ibra sia contento qui ed è troppo importante per noi. Verratti è salito sul treno giusto al momento giusto, spero mantenga il suo calcio spensierato. La Juve dimostra che con uno stadio nuovo e investimenti arrivi a grandi risultati, anche se non pensavo perdessero così con il Bayern. Tedeschi nuovo modello? Può ispirare il Psg, anche perché la Francia è più simile alla Germania. Neymar? Il buon torero si vede alla prima incornata. Dovrebbe venire a confrontarsi in Europa col top del calcio mondiale».

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