Razzismo in Serbia: Everton Luiz lascia il campo in lacrime

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Il razzismo non smette di farla da padrona sui campi da calcio, l’ultimo episodio arriva dal campionato serbo

Il match Rad – Partizan Belgrado ha visto scoppiare un nuovo caso di razzismo nel mondo del calcio. Il centrocampista brasiliano Everton Luiz in forza al glorioso club bianconero è stato il bersaglio dei tifosi di casa che lo hanno insultato e offeso con il verso della scimmia ad ogni suo tocco di palla. La curva del Rad non è di certo la più “tranquilla” d’Europa o priva di estremismo politico, visti i numerosi simboli di estrema destra in bella mostra. Il calciatore ha lasciato il campo scosso e in lacrime dopo l’episodio spiegando poi alla stampa locale: «Ho pianto perchè amo la Serbia e la sua gente. Vi prego, dite basta al razzismo». La situazione non è stata di certo semplificata dalle parole dello stesso tecnico del Partizan Belgrado, Nikolic: «Il mio calciatore non avrebbe dovuto reagire, ma qualcosa ha fatto. Quindi i protagonisti della vicenda devono essere sanzionati tutti». Parole assurde che vengono, parzialmente, spiegate da Mundo Deportivo che rivela che l’allenatore, ai tempi in cui allenava l’Olimpia Lubiana, chiamò “negro idiota” un suo calciatore.