Record VAR in questo weekend: otto interventi decisivi

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Dopo l’ufficializzazione della FIFA sulla presenza del VAR ai prossimi mondiali, in questa giornata la tecnologia è tornata protagonista

I Var 1 e AVAR si stavano per addormentare dopo settimane di inattività. Nella cabina tecnologica regnava la pace, gli arbitri l’avevano quasi rimosso. Ieri il Var è tornato protagonista: 8 interventi decisivi, se non ai fini del risultato, almeno per riformare le decisioni dell’arbitro in campo. Nel 2018 non se ne erano mai visti così tanti in un unico turno di campionato. Tre a San Siro, due a Torino e Verona uno a Benevento. Unico intervento discusso è stato il rigore assegnato al Milan, ma assolutamente in linea con gli input del designatore Rizzoli, uniformità.

Questa giornata record per la tecnologia arriva dopo che Infantino ha ufficializzato la presenza del VAR al prossimo Mondiale in Russia, difficile sia un caso. La benedizione è servita, semmai, a togliere sostenitori al partito “anti-Var” che stava prendendo piede nelle ultime settimane. Ma nonostante la smentita da parte della classe arbitrale, era pensiero comune il fatto che negli ultimi turni i direttori di gara avessero avuto una crisi di rigetto. Le chiamate del VAR si erano ridotte, con la linea del “intervenite il meno possibile” erano aumentati gli errori a cui non seguivano suggerimenti in cuffia.

Una guerra, quella della tecnlogia, che rischia di trasformarsi in una lotta di potere. Perchè, ogni anno, tra tecnici, strumenti e arbitri partono quasi 2 milioni di euro. E una corrente in Federcalcio, distinta dal lavoro di Fabbricini, starebbe mettendo in discussione la gestione delle spese per il settore arbitrale. Anche per questo motivo il presidente dell’Aia, Nicchi aveva detto: «Non so se ci sarà ancora il VAR il prossimo anno, ma lavoriamo perchè funzioni al meglio». Un destino ancora tutto da scrivere.