Roma, Pallotta gongola: «Monchi e Di Francesco sono il top! Lo scudetto? Ci credo!»

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© foto www.imagephotoagency.it

James Pallotta racconta l’universo giallorosso a Sports Illustrated, partendo dal lavoro del suo allenatore e del ds

James Pallotta è un fiume in piena. Grazie all’intervista concessa alla rivista americana, ha toccato diversi argomenti dalla squadra, all’allenatore, dalla dirigenza allo stadio visto come regalo di natale per tutti i tifosi giallorossi. Il presidente è raggiante e apre la lunga intervista parlando del suo allenatore in questo modo: «Negli ultimi due anni ci è piaciuto il modo in cui giocava e ragionava. Ma nel venire a Roma la cosa buona è stata che lui, avendo giocato in giallorosso, capisce le difficoltà di questo ambiente. Credo che sia cambiato per essere molto più flessibile. Quando abbiamo parlato con lui in estate, ha detto: “Questo è il mio stile di gioco ed è così che io gioco”. Nel giro di un paio di partite abbiamo visto gli aggiustamenti che ha fatto. E mentre lui ha il suo stile di base, dobbiamo davvero apprezzare quello che sta facendo. Ora possiamo andare in casa del Chelsea e giocare come abbiamo fatto. E le sue rotazioni sono ottime». Il presidente poi entra nello specifico, e sul turnover afferma: «Prendiamo Gerson, tanti pensano che sia solo un centrocampista, ha giocato esterno alto a destra segnando due gol. E tu dici, forse è meglio come attaccante! Poi prendi Florenzi, sa giocare a destra sia da terzino che da attaccante, ma sarebbe perfetto anche a centrocampo. Sfortunatamente abbiamo avuto degli infortuni, come quello di Karsdorp. Schick dovrebbe tornare presto, e ci aspettiamo molto da lui»

Pallotta non ha dubbi, questo è l’anno buono per vincere lo scudetto, conta molto sul cammino che farà la Roma in questo campionato: «Penso che possiamo vincere lo scudetto. Lo stile e il gioco che sta mostrando la Serie A in questo momento è al pari degli altri campionati. Napoli, Juventus, Inter, Roma, Sampdoria, Lazio. Potremmo poi anche avere il Milan e forse la Fiorentina, ma di sicuro quelle sei almeno. È un campionato davvero difficile. Abbiamo anche una gara da giocare, siamo proprio lì. Abbiamo avuto un calendario duro, credo. E dobbiamo solo pensare a noi e al nostro gioco, come abbiamo fatto sabato contro la Lazio. Penso che la squadra si stia trovando sempre più a suo agio con se stessa. C’è unione. Si è visto dopo la partita con la Lazio, sono andati tutti a cena fuori. Non c’erano fazioni, gruppetti, niente europei contro gli altri. Erano insieme»

Il presidente giallorosso tesse le lodi anche per il vero colpo di mercato della Roma, quel Monchi che tanti presidenti e squadre di club gli invidiano. Nel lodare il suo ds, non risparmia una frecciata più o meno nascosta a Sabatini«Prendo come esempio Lorenzo Pellegrini, che prima avevamo prestato. Non sono sicuro che sarebbe successo se Monchi fosse stato qui. Dovremmo dargli più minuti in campo. Ma per me lui è un pezzo estremamente importante della Roma per i prossimi 10 anni. Vogliamo essere sicuri che giocatori come lui, giovani, stiano a Roma e capiscano che la Roma li vuole. Credo che facendo così, le cose possano essere leggermente diverse rispetto al passato. Monchi sta facendo anche meglio di quello che credevo, abbiamo un ottimo rapporto, ha dovuto fare e ripulire molte cose. E poi ha un feeling incredibile con la squadra, è uno di loro e ne sono felice»