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Spalletti dopo Juve Napoli: «David è un attaccante di razza, ma ci vorrebbe qualcuno come Hojlund! Vittorie così…»

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Spalletti Cremonese Juve 1

L’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, ha voluto dire la sua dopo il successo ottenuto in campionato contro il Napoli

Intervenuto nel corso del postpartita di Juventus Napoli, Luciano Spalletti ha analizzato così la pesante vittoria per 3-0 subita nel 22° turno di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport.

VITTORIA IMPORTANTE – «Le vittorie sono tutte importanti, valgono sempre lo stesso tre punti. E le partite sono tutte difficili, per cui è una vittoria importante per la consapevolezza di quelle che sono le cose che facciamo, che sono quelle giuste per quello che è la consapevolezza dei calciatori, che sono calciatori che possono esprimere un calcio di livello. È quello, è la tua consapevolezza che ti pone nella dimensione poi di quello che vorresti essere, di quello che vuoi raggiungere. E poi vivere le partite in maniera emotiva, viverle proprio per far vedere a me stesso chi sono. Il motivo perché siamo qui e perché lo facciamo per noi, per vivere delle emozioni, dei momenti belli e per tutti quelli che ci amano».

DAVID, EN-NESYRI E MCKENNIE – «Allora, David è un calciatore forte, un calciatore forte che stasera ci ha fatto vedere anche questo fatto di reggere botta a un duello. Ha vinto questo duello in area, non ci sono spazi da dover attaccare, spazi liberi, ci sono spazi tolti, ci sono spazi strappati agli avversari. E lui ha strappato uno spazio al difensore in questa palla contesa. Come non ci sono tempi di gioco, ci sono istanti di gioco. Tu o ci metti tutta la tua attenzione e tutta la tua forza in quell’istante lì, sennò rincorri il pallone, perché è segno che non l’hai previsto dove va la palla. E lui stasera ha fatto un gol, come ho detto, lui è un attaccante vero, da attaccante di razza, perché ha conteso una palla lì dove il difensore poi, è stato messo nelle condizioni o di fare fallo o di lasciarlo calciare. Per cui è un gran gol per quelle che sono le sue caratteristiche. Poi se ne avrebbe bisogno qualche volta, quando ti montano addosso, come ha fatto il Napoli stasera, perché una squadra che sta benissimo in campo, e ti costringe a tirare la pallata, ci vuole qualcuno come fa Hoiljund che la prende, la mette per terra, la poggia al centrocampista, e allora poi sono corse di 100 metri, perché quando un attaccante pulisce la palla su un’aggressione a metà campo…

Come ha fatto la ricomposizione nell’area di rigore, e nella ricomposizione diventa sempre difficile trovare un ordine, sei sempre un po’ spreciso, anche perché non vedi da dove arrivano gli avversari, perché tu corri con la faccia rivolta verso la sua porta. Per cui qualche volta ci mancherebbe uno che fa anche così. Poi noi siamo felicissimi di David. Anzi. Tanto sennò poi la dico. McKennie è un attaccante centrale perfetto, è uno dei più forti che c’è a giocare centravanti, perché lui si trova sempre dove c’è il pallone, lui lotta su tutti palloni, è forte di testa perché ha un jump impressionante, attacca la profondità come nessuno. Non gioca per farsi dire poverino, gioca per farsi dire bravo e per prendere risultati. Lui è uno di quelli che non va lì e dice Madonna mia, è andata male, sono stato sfortunato. Lui va lì e dice, ho fatto questo, perché prende delle decisioni e lui sarebbe un attaccante perfetto. Per cui non abbiamo solo David ma anche McKennie che fa un po’ tutto e lo fa sempre bene».

MIGLIOR PRIMO TEMPO? – «Secondo me è stata tutta la partita nello stesso modo, è stata una partita aperta sempre perché poi quando non concretizzi delle situazioni e quando il risultato non ti mette al sicuro, è sempre una partita difficile perché da qualsiasi episodio può venir fuori poi l’inaspettato, può venir fuori la situazione spiacevole. Quello che per me diventa fondamentale è vedere che hanno fatto sempre allo stesso modo, perché quando non non era fatta non gli siamo montati addosso, ma la ricerca era sempre quella lì di andare a pressare. Bremer è stato bravissimo nell’uno contro uno a campo aperto, perché è forte fisicamente, è forte tecnicamente, è forte ad attaccare lo spazio a campo aperto. Per cui quando vedi lì in quest’uno contro uno che la squadra è in giro per il campo ad agganciare avversaria, a tentare di duellare con i rispettivi avversari, poi fargli anche le coperture diventa difficile e lui quest’uno contro uno l’ha retto in maniera perfetta».

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