Tommasi ora propone: «Un piano per 10 anni con manager stranieri»

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© foto www.imagephotoagency.it

Damiano Tommasi propone un piano decennale per riformare il sistema calcio italiano, mettendo a capo dei manager presi all’estero

Il primo artefice delle dimissioni di Carlo Tavecchio è sicuramente Damiano Tommasi che dal giorno dopo l’eliminazione dell’Italia ai mondiali è andato allo scontro con l’ex presidente della Figc, chiedendo le sue dimissioni. Ora che Carlo Tavecchio ha lasciato la poltrona al vertice della Federazione, Tommasi è più sereno e fiducioso per il futuro: «Potevamo risparmiarci una settimana di tante parole. Ma guardare indietro non serve, guardiamo avanti, per pianificare i prossimi 10 anni del calcio italiano. Bisogna essere ambiziosi e consapevoli che le cose non si risolvono cambiando ct o presidente federale»

Ma da dove bisogna ripartire per rilanciare il calcio italiano a livello mondiale? Tommasi detta la strada: «Da una premessa netta: ogni proposta deve essere ispirata da finalità sportive e tecniche, non dalla semplice redistribuzione di risorse. La bussola deve essere il calcio giocato. É un momento storico, un’opportunità per riscrivere pagine lasciate andare per troppo tempo. Dobbiamo viverlo con entusiasmo abbandonando le vecchie logiche.»
Sulla possibilità di includere personaggi anche provenienti dall’estero Tommasi è sicuro che sia una scelta saggia e innovativa:«Spero che tanti manager ora inizino a interessarsi al mondo del calcio. Abbiamo bisogno di uscire dalla nostra parrocchia, di non chiudersi nel nostro orticello fatto di mezze misure e compromessi»