Uomini copertina: Pavoletti, Boateng e Castan

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Pavoletti, Conte ti guarda? Boateng, che vigore! Chi non ride è Castan. E con lui Spalletti

C’è chi ride e chi può farlo di meno: la classifica del Genoa sta ritrovando dignità – e quel minimo di tranquillità – grazie alle reti del suo bomber Pavoletti, la scelta compiuta dal Milan di riportare Boateng in Italia sembra dare ragione al Diavolo, di tutt’altro umore le vicende che gravitano intorno a Leandro Castan, un vero e proprio caso esploso in casa Roma nell’ultimo turno di campionato.

MAMMA MIA LEONARDO! – I sei gol realizzati nello spezzone dello scorso campionato, quello vissuto con la maglia del Genoa dopo che il Sassuolo lo ha forse un tantino a cuor leggero lasciato partire, avevano rappresentato qualcosa più di un indizio: il grande goleador di B aveva iniziato a dimostrare di poter ritagliarsi uno spazio anche nel calcio dei grandi. Dove, classe ’88, si è forse acclimatato un tantino in ritardo: poco male ad ogni modo se i risultati attuali sono quelli sotto gli occhi di tutti. Leonardo Pavoletti segna con costanza – 10 gol, quarto in classifica marcatori dopo l’inarrivabile Higuain, Dybala ed Eder – e lo fa con un’impressionante varietà di soluzioni: colpi volanti ed in acrobazia, muovendosi in profondità, sfruttando un innato fiuto del gol negli ultimissimi metri. Che se ne sia accorto anche Antonio Conte?

KEVIN, CHE GAMBA! – Sulle qualità complessive di Kevin Prince Boateng nessun analista assennato avrebbe qualcosa da opporre: calciatore completo che, quando non assillato da problemi di varia natura, ha ampiamente dimostrato di poter fare la differenza. Il punto: nelle ultime due stagioni il centrocampista ghanese ha giocato molto poco, 25 gare complessive fatte più di apparizioni che reali presenze, dunque tutto era lecito attendersi tranne il vigore atletico che ha mostrato sin dal primo minuto ufficiale del suo ritorno in rossonero. Ossia Roma-Milan: Boateng entra in campo nel corso della ripresa e spacca letteralmente la partita, impiegato nelle vesti di seconda punta da Sinisa Mihajlovic inscena una prepotenza fisico-atletica che lascia oggettivamente stupiti. La conferma immediata nel secondo atto di campionato: chiude la gara con la Fiorentina grazie ad uno spunto degno dei giorni migliori, ancora da seconda punta, e si mette a disposizione del tecnico proprio nel momento – peraltro ora o mai più – che può e deve segnare l’inversione di tendenza rossonera.

LEANDRO, NON CI SIAMO – Da Leonardo a Leandro insomma: qualche lettera in meno ed un oceano di separazione tra i due stati d’animo. Il difensore brasiliano, nel post Roma-Verona, ha addirittura sentito il bisogno di scusarsi con l’ambiente giallorosso per una prestazione palesemente inadeguata. E non solo: è arrivato un passo indietro cruciale sullo stato generale attraversato dal giocatore stesso, che ha candidamente ammesso di dover considerare altre strade pur di provare a tornare il calciatore di un tempo. Situazione molto particolare: l’onore della cronaca impone di registrare il primo errore di gestione commesso da Luciano Spalletti, che ha scelto di lasciare in panchina Rudiger in luogo del centrale brasiliano che nella gestione Garcia aveva collezionato appena tre presenze da titolare in campionato. E non poteva essere un caso: errore di fatto costato due punti. Ed ora che si fa? L’alto livello dimostrato dall’uomo Castan non è al momento accompagnato da quello del calciatore, che nella sua esperienza a Roma ha reso soltanto nell’annata disputata al fianco del devastante Benatia. La soluzione del prestito è quella più discussa: intanto la Roma testerà Rudiger in attesa di un grande innesto che appare obbligatorio in vista dell’imminente estate di calciomercato.