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2013

Warley, un brasiliano europeo

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Da Udine passa spesso il meglio. Arrivano giocatori da ogni parte del globo. Giovani, pieni di speranze, pronti a diventare qualcuno. Tempo qualche anno e da li vanno via verso grandi squadre, con contratti milionari, per la felicità dell’Udinese che ha saputo valorizzarli.
Ma non è questo il caso. Non è la storia di Warley, bidone doc brasiliano acquistato dai friulani nel lontano 1999. Di lui resterà solo lo scandalo dei passaporti falsi, qualche presenza in A e un biglietto di ritorno per il Brasile.

Punta veloce, dinamica, con una buona tecnica. In patria si mette in mostra con Coritiba e Atletico Paranaense. L’Udinese lo segue, si convince delle sue qualità e lo porta in Italia. Costo dell’operazione vicino ai quattordici miliardi di lire. Metà va al Rentistas, squadra paraguaiana, molto, ma molto, vicina al suo agente, proprietario al 50% del cartellino. Acquistato a gennaio, Warley, arriva in Friuli solo a giugno, prima passa sei mesi al San Paolo senza vedere il campo.
A ventuno anni fa il suo esordio in Serie A. Gli tocca subito la Juventus, in trasferta. 4-1 per i bianconeri e nel turno successivo viene spedito in tribuna. A fine stagione mette insieme quindici presenze, con tre reti. Non male, si rifarà il prossimo anno.

Nella stagione successiva, però, non trova il tempo per riscattarsi. A settembre, l’Udinese vola in Polonia per giocare la Coppa Uefa. All’aeroporto di Varsavia, lui e Alberto, altro brasiliano, presentano i passaporti portoghesi. Stop. Non si passa. La polizia li blocca, i passaporti sono falsi. I due sono costretti a presentare i documenti originali, quelli brasiliani. Alla fine confessano senza pensarci su, come dichiarato all’epoca dai funzionari polacchi “Nel corso dell’interrogatorio cui sono stati sottoposti, i due hanno consegnato i propri passaporti brasiliani spiegando che i documenti portoghesi gli sono stati procurati dal loro manager per evitare la regola che pone i limiti ai giocatori extracomunitari nel campionato italiano”.

Scoppia la bufera. I bianconeri, ignari dell’irregolarità, si sentono danneggiati. Intanto Warley lascia immediatamente l’Italia per andare in prestito al Gremio. Troppi extracomunitari in squadra. Di ritorno dal Brasile, arriva la stangata. Un anno di squalifica per lui e altri giocatori.  Brutto colpo per l’attaccante. In Friuli la situazione inizia a diventare complicata ma per sua fortuna lo stop è ridotto a sei mesi. Così a gennaio scende in campo nuovamente con i suoi compagni, sempre in trasferta, sempre a Torino. Questa volta sponda granata. Bianconeri sconfitti 3-1 e nuovo giro in tribuna per le partite successive. Insomma, un’altra stagione da riscattare.

L’anno dopo riesce a far peggio dei precedenti. Di solito vede il campo delle poltrone dello stadio “Friuli”e colleziona solo quindici spezzoni di partita. È tempo di tornare in patria, l’Udinese lo svincola a giugno senza rimpianti. Anzi no. Forse uno solo, averlo acquistato. A inizio 2005 trova subito una sistemazione, firma per il Sao Caetano. Poi cambierà una maglia l’anno, tra A, B e serie minori: Palmeiras, Brasilense, Nautico, ABC, Madureira, Vila Nova, Treze, Campinense. Adesso con il Botafogo PB, campionato paraibano, a trentacinque anni, prova a riconquistare il titolo di capocannoniere vinto l’anno precedente. Puoi farcela Warley.

 

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