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Zaniolo racconta: «Le ragazzate del passato? Sono cambiato. Dopo la doppietta al Porto dovevo tenere i piedi per terra, sul mio futuro…»

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Zaniolo Udinese Atalanta

L’attaccante dell’Udinese, Nicolò Zaniolo, si racconta così in vista della sfida contro la Juventus, tornando su alcuni aneddoti della propria carriera

Nicolò Zaniolo è tornato sulla scena della Serie A con entusiasmo e sulle pagine de La Gazzetta dello Sport lo esprime in una bella intervista.

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LE CICATRICI – «Tante, troppe. Due operazioni alle ginocchia, crociato destro e sinistro, la rottura del metatarso del piede sinistro. È stata dura, eh. A Bergamo partii indietro per il metatarso. E non riuscivo a dare quello che voleva Gasperini. Ho fatto fatica. Alla Fiorentina mi aspettavo andasse diversamente, ho più rimpianti per la Viola».

I PROBLEMI DEL PASSATO – «Ragazzate. Qualche ritardo di troppo io e Moise Kean. Ero leggero. Ma sono cambiato. Noi siamo idoli per i bambini, dobbiamo dare esempi positivi. La sua bellezza è oggettiva, ma è brava con i figli. È buona, è la parte che ragiona in casa. Io ho il fuoco dentro. Ci conosciamo da quando avevo 18 anni e cinque anni fa ho capito che era la donna della vita. C’è sempre stata nei momenti più duri. Come il mio agente Claudio Vigorelli».

ROMA – «A Roma ho comprato due case, credo che da grande ci vivrò. Mi ha dato tanto. Seguo la squadra, anche se è finita male. Un’emozione incredibile. Ma quella coppa è di tutti, non l’ho fatta vincere io. L’abbiamo conquistata dai playoff col Trabzonspor, lavorando da luglio. Maestro. Gestisce alla perfezione, in campo e fuori. Ed è alla mano. Lo sento».

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IL MITO TOTTI – «È un campione, un fenomeno, una leggenda. Uno dei tre 10 italiani, con Baggio e Del Piero. Ho avuto la fortuna di conoscere Francesco e ho capito l’importanza che ha. E non ho saputo gestire il momento dopo l’esordio in Champions e la doppietta al Porto. Dovevo tenere i piedi per terra».

GLI IDOLI – «Kakà, a Roma giocavo col 22 per lui».

UDINE – «Riconoscenza totale. A giugno non mi voleva nessuno. Loro ci hanno creduto. Cercavano uno al posto di Thauvin. Pozzo e Nani sanno come lavorare. Con Nani c’è un bel rapporto. Udine mi ha accolto benissimo e sono felice di starci».

IL FUTURO – «Al Gala sono stato bene e ho fatto doppietta nel derby col Fenerbahçe vincendo poi il titolo. Ma ora non penso a nient’altro che a star qui. Sento la fiducia, mi sento apprezzato e parte di un progetto».

LE GIOVANILI DELL’INTER – «Andai prima a Firenze a 10 anni. All’Inter ho vinto tutto a livello giovanile. Dovevo stare in prima squadra, invece giocai più in Primavera e a Stefano Vecchi devo tanto. Mi usava da mezzala».

IL SUO RUOLO – «Una seconda punta. Che gioca più tra le linee. Prima ero più esplosivo e istintivo. Ed ero io contro tutti. Ora ragiono e supporto la punta. Meglio ora».

RUNJAIC – «Diretto. Preferisco una brutta verità che una bella bugia».

LA JUVE SABATO – «Una grande squadra: Spalletti le ha dato un’identità precisa, ma noi siamo determinati».

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