Hanno Detto
Zazzaroni sicuro dopo il derby: «Il Milan non vincerà lo Scudetto ma una fessurina nelle certezze che sembravano ormai acquisite si è aperta». Poi pizzica così Leao!
Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha analizzato così nel suo editoriale il derby della Madonnina tra Milan e Inter
Sulle colonne del Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni analizza il derby di Milano vinto di “horto muso” dalla formazione di Max Allegri. Un successo di puro pragmatismo che, seppur non riaprendo del tutto i giochi Scudetto, instilla un minimo dubbio nelle certezze dell’Inter di Chivu, condizionata dalle pesantissime assenze nel reparto offensivo.
IL PRAGMATISMO DI ALLEGRI E LA “FESSURINA” SCUDETTO
«Allegri è arrivato a 60. L’anno scorso a 60 dopo 28 giornate c’era il Napoli che a maggio vinse lo scudetto. Questo Milan non lo vincerà, il titolo, perché i 7 punti di vantaggio dell’Inter sono tanti, ma una fessura – giusto una fessurina – nelle certezze che sembravano ormai acquisite si è aperta. Un anno fa il Milan di punti ne aveva 44 e chiuse a 63, dicono che comunque giocasse meglio. Sai che gusto. Allegri, il pratico, ha vinto il secondo derby stagionale sempre 1-0 e sempre soffrendo. Per tutto il secondo tempo ha subìto l’iniziativa interista concedendo poco: un grande lavoro sotto questo aspetto l’hanno fatto Saelemaekers riducendo Dimarco e Pavlovic arrivando ovunque».
LA RISPOSTA A VIERI E LA DISGRAZIA NERAZZURRA
Rispondendo alle recenti frecciate di Bobo Vieri sulla stampa, Zazzaroni chiarisce: «Raramente abbiamo mancato di segnalare gli infortunati del Napoli […] È altrettanto vero però che abbiamo curato e curiamo con attenzione e obiettività anche le assenze di Chivu. Affrontare un derby senza Lautaro, né Thuram e in parte Dumfries, ad esempio, è una sorta di disgrazia tecnico-tattica. La rinuncia (obbligata) più pesante è quella al Toro, l’attaccante più forte del campionato, un trascinatore insostituibile, oltre che – per dirla alla Costacurta – il miglior difensore dell’Inter: non si risparmia nel pressing e nei contrasti, è stimolo e esempio».
MODRIC, L’ENIGMA LEAO E LA BATTUTA SU MAX
«Anche le presenze non sono tutte uguali. Mi riferisco in particolare a Modric e Rabiot che di derby ne hanno giocati a decine. La loro personalità è stata dominante per quasi tutta la partita, in particolare nei momenti di maggiore difficoltà dei compagni». E se i giovani Pio e Bonny restano acerbi senza un big a fianco, la vera delusione rossonera è un’altra: «Non saprei come giudicare Leão: se inserirlo tra i presenti o tra gli assenti. Ieri sicuramente ingiustificato in entrambi i casi».