La sentenza di Zeman: «Monchi e Emery alla Roma? Non sono d’accordo»

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Pescara-Roma è la partita di Zdenek Zeman. L’allenatore boemo ha presentato la sfida di Serie A e ha parlato del passato, della Juventus e di altro ancora

Zdenek Zeman lunedì sfiderà il suo passato in Pescara-Roma ma, dice lui, è una partita che vale pur sempre tre punti. Secondo il tecnico del Delfino i giallorossi sono pur sempre un’ottima squadra in corsa per il secondo posto, potevano fare di più ma hanno avuto qualche pausa. Sdengo sta per compiere settanta anni ma non se li sente, pensa solamente a lavorare e a stare in campo: «Sono tornato a Pescara perché si potevano fare cose importanti. Vogliamo costruire una squadra strutturata. L’idea di calcio che metto in pratica non è mai cambiata». La Juventus è la nemica-amica storica del tecnico, che però elogia l’organizzazione attuale dei bianconeri, economicamente stanno bene e possono permettersi di mantenere i giocatori più forti. La Roma invece vende e acquista senza sosta, secondo Zeman non è un metodo buono: «La Juve ha uno zoccolo duro importante. Alla Roma dopo cinque anni ci sono Totti, che non è più Totti, Florenzi e De Rossi. Totti dovrà smettere quando si accorgerà che gli altri sono superiori, se si sente di giocare allora fa bene a continuare, non è un giocatore da ultimi cinque minuti».

Zeman e la Roma (e non solo)

De Rossi con il boemo non ebbe troppa fortuna, anche perché secondo l’allenatore non riuscì ad adattarsi al suo calcio. Zeman considera il suo ritorno a Roma una stagione positiva perché si prese la finale di Coppa Italia (persa nel derby da Andreazzoli) e permise molte plusvalenze, di Pallotta però ricorda poco o niente dato che lo vide in pochissime circostanze. Sul futuro giallorosso ha le idee chiare: «Monchi e Emery? Non sono d’accordo, avrei scelto gente che ha vissuto il calcio italiano». La Lazio invece sta facendo un buon campionato con il suo pupillo Immobile, lanciato proprio a Pescara. Adesso in Abruzzo ha Coulibaly del quale si parla un gran bene e che nell’opinione del ceco è un gran talento. Infine a Il Corriere dello Sport dice la sua sulla Juventus, che può vincere il Triplete se non sottovaluta il Monaco, e sugli anni romanisti con Sensi: «Nel mio secondo campionato ci sono mancati 23 punti per errori arbitrali. Quelli erano errori calcolati. Ma questa è una storia conosciuta, sono usciti i libri neri, basta andare a rileggerli…».