Immobile è devastante: ed ora può urlare dove è stato scartato

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© foto www.imagephotoagency.it

Vice capocannoniere del campionato di Serie A alle spalle di Edin Dzeko: Ciro Immobile è tornato super

Nove reti in undici presenze: Ciro Immobile segna alla media di 0.81 gol a partita, dato che proiettato sull’intera annata di Serie A rende un torneo da ben 31 reti. Decisamente oltre dunque le 22 con cui si laureò capocannoniere del campionato italiano con la maglia del Torino nella stagione 2013-14, ed addirittura più delle 28 con cui ottenne lo stesso riconoscimento in Serie B ai tempi del Pescara.

SUPER CIRO! – Impensabile proseguire su queste medie: sarebbe un viaggio troppo assurdo per poter essere raccontato. Il buon Ciro che andrebbe incredibilmente ad insidiare il clamoroso record centrato un anno fa da Gonzalo Higuain all’ombra del Vesuvio. No, torniamo con i piedi a terra, ma quanto già fatto in questo primo scorcio di torneo lo proietta con invidiabile serenità oltre quota 20. Ciò che basta per poter affermare senza possibilità di essere smentiti: Ciro Immobile è tornato. Ammesso che abbia mai salutato l’attenta platea dei suoi osservatori. Ma questo è un discorso a parte che andrebbe approfondito in altra sede: concentriamoci sul presente. Che si chiama Lazio e per quanto gli concerne è assolutamente radioso.

LA SUA DIMENSIONE – Lazio, la Lazio di oggi, un po’ come il Torino che fu: una squadra che lo rasserena e che allo stesso tempo lo esalta come difficilmente può accadere in un grande club. Che raramente gioca per un solo individuo o che comunque può dipendere dai movimenti di un singolo attaccante. Queste le scuse ufficiali con cui le squadre di più alta caratura lo hanno a tratti snobbato: forse pentendosene, ma ci torneremo. L’attualità racconta ad ogni modo di una Lazio che ha puntato ad occhi chiudi sul suo prospetto e che soprattutto sa come mandarlo in porta: Immobile sfrutta la qualità del centrocampo biancoceleste ed ancor più la rapidità ed il dinamismo degli esterni offensivi, Felipe Anderson e Keita – seppur non con la continuità che ci si aspetta da due talenti del genere – sfornano occasioni in ripetizione. La produzione offensiva è di buon livello, il resto ce lo mette lui: fiuto del gol immutato, quando gioca in un ambiente che gli infonde serenità Ciro Immobile risulta essere letteralmente devastante.

FUTURO IMMEDIATO – Che il Napoli si stia mangiando le mani è quantomeno ipotizzabile: lasciato andare alla Lazio per 8.5 milioni di euro, dopo che il calciatore – come solitamente accade – aveva aperto di buon grado all’ipotesi di un trasferimento nella sua terra natale, le sfortunate circostanze che hanno investito gli uomini di Sarri hanno anche condotto all’attualità di un Napoli spuntato e privo di un centravanti di ruolo. A prescindere dal grave e condizionante infortunio occorso ad Arkadiusz Milik, il club di Aurelio De Laurentiis ha preferito continuare a puntare su Manolo Gabbiadini – adattabile nel ruolo di centravanti ma non propriamente nei suoi panni – che investire su un centravanti affamato di Napoli. Vi diremo di più: non è da escludere che il buon Immobile avesse accettato il trasferimento anche senza la partenza di Gabbiadini, per giocarsi il posto sia con quest’ultimo che con Milik, alla luce di una stagione completa e complessa da gestire su più fronti. La realtà dice altro: Immobile alla Lazio, quarta in classifica con 21 punti, il Napoli dietro a 20. E sabato, nello scenario tanto sognato del San Paolo, l’occasione per dettare voce grossa e riscrivere la classifica della Serie A.

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