La reazione della Roma, quando nessuno se l’aspettava

el shaarawy roma
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Roma, grande dimostrazione di forza e grinta contro la Juventus dei campioni

Copione scritto: Roma sull’orlo di una crisi di nervi dopo lo sfogo pubblico di Luciano Spalletti che ha fatto seguito alla roboante vittoria di Milano, Juventus sulle ali dell’entusiasmo portato dai suoi risultati, pressione ingombrante portata dalla vittoria del Napoli in quel di Torino, esito immaginabile. Agli uomini di Allegri mancava appena un punto per sancire il sesto scudetto consecutivo di un’era difficilmente ripetibile, chiunque avrebbe puntato un euro sulla mancata sconfitta bianconera.

Altre premesse

E non solo: Strootman fuori per squalifica, Dzeko per infortunio (unico reale terminale offensivo della squadra), Nainggolan e Perotti non al meglio delle rispettive condizioni fisiche. Lo scenario si era reso decisamente complesso, a maggior ragione se ti ritrovi contro la squadra più attrezzata del torneo ed imminente finalista di Champions League. E neanche in questo caso le abbiamo dette tutte: la Roma si ritrova persino in svantaggio per via del gol di Lemina su puntale assistenza di Higuain, a quel punto davvero neanche il più inguaribile degli ottimisti avrebbe dato credito all’ipotesi della rimonta. Il clima di rassegnazione all’evidenza dei fatti si respirava a pieni polmoni: sorpasso del Napoli ed addio secondo posto, dopo un campionato le cui velleità si erano addirittura spinte nella direzione di contrastare lo strapotere della Juventus.

La reazione della Roma

Sotto di un gol, i giallorossi hanno trovato la forza per opporsi al copione già scritto: tre gol in ripetizione, firme di forza, coraggio, grinta e qualità. Il leader De Rossi a suonare la carica, il colpo da biliardo di un ritrovato El Shaarawy, la firma finale del guerriero Nainggolan. La Roma tiene dietro l’infervorato Napoli di Sarri e mantiene intatte le oramai fondatissime speranze legate al secondo posto, si avvicina sostanzialmente alla Juventus in termini di classifica: non serve più per quanto concerne questo campionato, troppo tardi, ma Roma e Napoli hanno ridotto le distanze ed è da qui che devono ripartire – o meglio proseguire – nel prossimo futuro.

Il futuro giallorosso

Prima quello immediato: resistere contro Chievo e Bologna per garantirsi l’accesso diretto alla prossima edizione della Champions League. Poi quello a medio termine: non sarà con Luciano Spalletti salvo clamorosi colpi di scena, ma con un nuovo direttore sportivo. Sarà Monchi – in stretto operato con il resto dell’asset dirigenziale – a dettare le nuove guide linea: cambierà molto a partire dal risultato finale che la Roma troverà in dote in questo campionato. Il secondo posto permette di gestire meglio il passivo di bilancio e non ritrovarsi costretti a dismettere una parte sostanziosa dell’organico, il terzo lascia l’incertezza. Non sapere di poter contare o meno sulla torta dei fondi Uefa fino agli ultimissimi giorni della prossima sessione di calciomercato potrebbe indurre a scelte dolorose: la Roma ha capitalizzato buona parte del suo obiettivo battendo a sorpresa la Juventus dopo essersi presentata alla sfida da assoluta sfavorita. Ora sta a lei non lasciarsi beffare: per il suo presente e per il suo futuro.

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