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Capello convinto: «Anche il Milan per lo scudetto! Fullkrug un nove vero, sulle critiche al gioco di Allegri rispondo così»

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L’ex allenatore di Milan, Roma e Juve, Fabio Capello, ha fatto una sua analisi sul momento stagionale dei rossoneri di Massimiliano Allegri

Sognare si può. Il Milan è a tre punti dall’Inter e ha un discreto vantaggio sulla Juventus quinta in classifica (+7). Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport ne ha parlato Fabio Capello, che al Milan ha vinto 4 scudetti negli anni ’90.

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OBIETTIVO CHAMPIONS – «Ma è normale che Max giochi a nascondino: è troppo esperto per non conoscere i rischi di pronunciare la parola scudetto in pubblico. Quando sali molto in alto, se smetti di volare e cadi puoi farti pure più male. E allora sta bello accucciato e parla di tabelle, fa i calcoli».

LA STRISCIA DI RISULTATI – «Un grande risultato, frutto proprio del lavoro psicologico dell’allenatore sul gruppo. Il Milan oggi ha uno spirito, per questo riesce a recuperare anche quelle partite in cui non fa benissimo dal punto di vista del gioco o va sotto nel punteggio. Penso che Max abbia lavorato parecchio su questo aspetto e la sola sconfitta con la Cremonese alla prima in 21 giornate ne è la prova».

LE CRITICHE SUL GIOCO – «Ma no, figuriamoci se Allegri si preoccupa di ciò che dicono all’esterno. Sa anche lui che la squadra può e deve migliorare dal punto di vista del gioco. Nel primo tempo, per esempio, non ho visto un grande Milan. La circolazione della palla era lenta, i centrocampisti faticavano ad accompagnare l’azione e in area spesso c’era un solo giocatore rossonero contro tre difensori del Lecce. Così fare gol diventa complicato».

PULISIC E LEAO NON SONO PUNTE – «Esatto. Sono attaccanti a cui piace svariare, arretrare o allargarsi per ricevere palla e creare. Pulisic sa muoversi un po’ meglio in area, mentre Leao sta imparando adesso. Nessuno dei due è però Lautaro e si vede…».

LEAO NON STAVA BENE – «Si capiva. Non riusciva a cambiare ritmo. Quando ha avuto la possibilità di andare in profondità, come piace a lui, andava alla stessa velocità degli avversari. Inusuale per Leao».

L’IMPATTO DI FÜLLKRUG – «Un nove vero, che sa approfittare della minima disattenzione della difesa, come è stato sul gol. La scossa, però, l’ha data ancora una volta Rabiot, che nel secondo tempo è salito di livello».

IL TRIDENTE É POSSIBILE – «Dipende sempre dalla forma e dalla disponibilità data dai calciatori. Ma al giorno d’oggi, con le cinque sostituzioni, puoi cambiare il vestito tattico della squadra anche e soprattutto a gara in corso. Se poi in panchina c’è un allenatore sveglio come Max, è pure più facile accada».

LA DIFESA A TRE CONTRO IL LECCE – «Allegri ha spiegato che i due braccetti gli servivano per le marcature preventive e aumentare la pressione. Allora io dico, era ora! Perché troppo spesso il Milan ha la tendenza a rinculare e portarsi gli avversari in area, soprattutto contro le piccole. Invece, ogni tanto devi andare in pressing, difendere in avanti e non all’indietro».

JASHARI STA CRESCENDO – «Sì, ha fatto meglio che nelle ultime uscite. Però, lasciatemelo dire, quando è entrato Modric la differenza si è vista. Vogliamo parlare del lancio che manda in porta Nkunku? Roba da fenomeni».

GLI ESAMI ROMA E BOLOGNA – «Le trasferte all’Olimpico e poi a Bologna ci diranno davvero dove può arrivare il Milan, anche perché arrivano mentre l’Inter affronterà Pisa e Cremonese. Il rischio di perdere terreno c’è. Per questo credo siano decisive: il Milan deve restare lì, a una partita di distanza. Contro Gasperini sarà una bella sfida da Champions, la Roma con Malen ha aggiunto pericolosità al suo attacco. Se però i rossoneri dovessero vincere anche nella Capitale, allora sarebbe difficile poi nascondersi per lo scudetto».

IL VANTAGGIO DELLE COPPE – «Potersi concentrare sul campionato è un vantaggio per Allegri, indubbiamente. Ma l’Inter dovrà frenare con qualche piccola, sennò la rimonta è difficile. Chivu ha già messo da parte un bel po’ di frumento per fare il pane».

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