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Milan, Allegri in conferenza alla vigilia del Parma: «Pulisic e Leao stanno meglio, c’è una cosa di Pavlovic che mi fa arrabbiare»

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L’allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, si è presentato in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato contro il Parma

La conferenza stampa di Massimiliano alla vigilia di Milan Parma, match valevole per la 26^ giornata del campionato di Serie A 2025/26. Queste le dichiarazioni del tecnico dei rossoneri.

L’IMPORTANZA DELLA PARTITA CONTRO IL PARMA – «Molto importante perché più avanti andiamo e più le partite diventano importanti. Mancano 13 partite, quindi ci sono 39 punti a disposizione. Speriamo di farne il più possibile. Parlare di quello che è successo non ha senso, parliamo della partita di domani, perché il Parma sta facendo buone cose. Quindi è una squadra difensivamente molto bravi, così come sulle palle inattive. Bisognerà fare una partita molto ordinata e compatta».

BOLLETTINO MEDICO E MODRIC – «Sul bollettino: stiamo tutti bene. Anche Pavlovic, che sembrava a rischio perché abbiamo temuto una rottura del perone. Gli altri stanno tutti bene. Pulisic e Leao meglio, soprattutto Pulisic. Siamo contenti, perché avere tutti a disposizione è importante perché i cambi sono molto importanti. Il Parma è una squadra che nell’ultima mezz’ora ha fatto molti gol, quindi bisognerà fare una partita molto buona. Modric? Speriamo che continui così fino alla fine. Giocatore straordinario. Non ci sono parole per descriverlo, io mi emoziono un po’ quando parlo di lui. Campioni del genere sono d’insegnamento a tutti».

SUL NERVOSISMO POST-COMO – «No, assolutamente. Il campionato è ancora lungo, mancano 13 partite. Noi dobbiamo fare il nostro dovere, a partire dal battere il Parma. Mi dispiace domani non essere in partita. Non commento e non dico altro, quindi passiamo oltre. Per noi queste due partite sono molto importanti, così come il derby e le altre, fino a che non abbiamo centrato l’obiettivo. L’Inter sta viaggiando molto forte, e con 13 partite a disposizione, a una media di 2 punti a partita, superano i 90. 88/90. Quindi per noi arrivare a 90, da 54 che ne abbiamo, dobbiamo fare 36 punti, quindi 12 vittorie e una sconfitta. Se poi l’Inter casca di sotto non siamo bravi a sfruttare quello che può essere i loro errori, la responsabilità è nostra, ma l’Inter è la netta favorita per lo scudetto».

SETTIMANA COMPLICATA PER GLI ARBITRI – «Non possono usare la prova TV per certe situazioni, si va avanti così. Se queste cose si prendono come un’opportunità è importante, ma se si lasciano andare e non prendiamo queste cose come opportunità di crescita rimaniamo sempre gli stessi. Dagli sbagli bisogna migliorare. Le cose che succedono devono essere viste come opportunità di crescita, quindi non ci lamentiamo se rimaniamo indietro».

SUGGERIMENTI PER IL FUTURO DEL CALCIO – «Così su due piedi è difficile dire cosa bisogna fare. Ho sempre detto, e ripeto, che sull’oggettività bisogna cercare di arrivare a non sbagliare. Sulla soggettività ci saranno sempre decisioni che possono accontentare uno e scontentare l’altro. Sull’utilizzo del VAR, eccetera, si possono migliorare tante cose e lo faranno nel migliore dei modi».

SULLA RIMONTA SCUDETTO – «C’è solo una cosa che si può fare: filotto di vittorie noi mentre gli altri un filotto di pareggi».

IL COMPORTAMENTO DELLA PANCHINA – «A parte gli episodi che ci sono durante la stagione, dove c’è un po’ più di tensione, io credo che la nostra panchina deve avere un comportamento corretto ed educato per far sì che gli arbitri possano arbitrare bene e prendere le decisioni giuste. Poi capita, come successo mercoledì, dove anche io mi altero, e quindi succedono anche queste cose. Però la mia indicazione a tutti quelli che sono in panchina è quello di essere educati».

SUI CENTROCAMPISTI – «Fofana? Questione di tempo di inserimento. Le nostre mezzale stanno migliorando molto. Rabiot già lo aveva di suo, Fofana era abituato a giocare in un centrocampo a due. Per quanto riguarda Ricci, l’altro gioco ha giocato non al meglio perché siamo stati colpiti da alcuni sintomi influenzali. Il ragazzo, e i ragazzi, sono da ringraziare per la partita che hanno fatto».

SITUAZIONE ARBITRALE MERCOLEDÌ – «Le cose che sono successe non possiamo cambiarle. Mi sono raccomandato alla squadra che bisogna pensare alle cose da fare, ovvero vincere le partite, tutti insieme, per arrivare all’obiettivo. Le cose societarie, politiche, non ci riguardano. Quando arriviamo in questo momento della stagione c’è molta più pressione per i 4 posti Champions. Quindi bisogna solo pensare a lavorare. Basso profilo? Non dobbiamo avere un dispendio di energie nervose. Poi società e dirigenti hanno altro a cui pensare, ma noi dobbiamo pensare solo al campo. Poi comunque domani è importante, ci sono in palio i 3 punti. Mettiamoci un obiettivo: dobbiamo arrivare a 60 punti. Raggiunti questi, puntiamo alla Champions. Dobbiamo avere dei micro obiettivi che ci permetteranno di arrivare a macro obiettivi».

MODRIC E RABIOT: GIOCATORI DA MOTIVARE? – «Non è che devono essere lasciati stare perché sono grandi giocatori. Più è alto il livello e più l’apprendimento è veloce. Modric ha 40 anni, Rabiot è cresciuto tantissimo, molto più forte rispetto a quando era alla Juventus. Ci sono dei giocatori con caratteristiche diverse, con capacità di apprendimento diverse. Ma comunque io penso che i giocatori non vadano ingabbiati».

SUL MILAN IN CHAMPIONS – «Perché mancano ancora tante partite, abbiamo ancora tre scontri diretti, Napoli, Atalanta, Juventus ed Inter, quindi quattro. Sono stati su 13 partite. Quindi dobbiamo mantenere il profilo basso. Facciamo un passettino domani».

SULLA QUESTIONE PAVLOVIC – «Pavlovic mi fa arrabbiare sui controlli. Il resto è un giocatore che tutto quello che ha mette in campo. Mi piace molto, come giocatore e ragazzo».

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