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Fiorentina, duro attacco di Polverosi: «La state distruggendo!». I quattro punti per ripartire, altrimenti è davvero finita
Fiorentina, Alberto Polverosi ha lanciato l’attacco: «La state distruggendo!». I quattro punti per ripartire ed evitare il baratro
Sulle pagine del Corriere dello Sport, il giornalista Alberto Polverosi traccia un bilancio spietato del momento della Fiorentina. A differenza delle storiche e dolorose retrocessioni del passato, oggi non esistono alibi: il centro sportivo è a cinque stelle e la dirigenza garantisce ogni comfort. Eppure, la squadra sta crollando. L’analisi si concentra su quattro criticità da risolvere per evitare il baratro.
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1. Il rapporto tra allenatore e squadra
Le dichiarazioni di Paolo Vanoli evidenziano una frattura. Le sue parole nel post-partita di Udine sono state perentorie: «I giocatori devono farsi un esame di coscienza». Un’accusa diretta che, secondo Polverosi, dovrebbe portare l’allenatore a escludere chi non si impegna, imponendo un chiarimento faccia a faccia immediato.
2. La rassegnazione dei leader
L’umore dello spogliatoio è perfettamente fotografato da David De Gea. Dopo aver subìto l’ennesimo gol, ha ammesso: «Sì, potevo fare qualcosa di più, magari uscire di pugno. Ma anche se avessi parato quel tiro, avremmo preso gol dopo perché la partita era così». Un atteggiamento di resa inaccettabile per un fuoriclasse del suo livello, sintomo di una squadra che vive le difficoltà come eventi ineluttabili.
3. La gestione affrettata degli infortunati
Sotto accusa finiscono anche le scelte di formazione di Vanoli. Contro l’Udinese sono stati schierati dal primo minuto Daniele Rugani e Albert Gudmundsson. Entrambi rientravano da lunghissimi stop muscolari ed erano palesemente fuori condizione. Averli tenuti in campo fino al novantesimo minuto è apparso un azzardo tattico e medico ingiustificabile.
4. Il disastro tattico: la difesa a tre
I numeri condannano apertamente il ritorno alla difesa a tre. In questa stagione, la linea a quattro ha garantito una media di 1,38 punti a partita, contro lo 0,42 dell’assetto a tre. I difensori a disposizione, da Dodô a Robin Gosens, passando per Pietro Comuzzo, Marin Pongracic, Luca Ranieri e Fabiano Parisi, rendono decisamente meglio con il vecchio sistema. Aver forzato l’assetto a tre contro una squadra fisica come l’Udinese, accettando l’uomo contro uomo, è stato letale.
La peggiore annata del secolo è ormai una realtà, ma la salvezza no. Se la Fiorentina cambia la propria testa, può ancora farcela.