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Douglas Costa rivela: «Nel 2023 vicino a tornare, mi sento ancora juventino dentro. A Lewandowski consiglierei la Juventus»

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Douglas Costa

Douglas Costa, ex Juventus ed ora al Chievo, ha riavvolto il nastro dei suoi ricordi in bianconero ma non solo. Ecco cosa ha detto

Douglas Costa, ex Juventus ed ora al Chievo in Serie D, ha parlato in una lunga intervista a Tuttosport. Le sue dichiarazioni.

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RITORNO ALLO STADIUM – «Presto tornerò all’Allianz Stadium, ora guardo la Juve in televisione. So quanto sia difficile giocare in un club così: ci sono momenti complicati, in cui bisogna stare uniti. Le pressioni sono tante. Ma la Juve sarà sempre la Juve: sono convinto che presto torneranno a competere per vincere».

SPALLETTI – «Mi piace davvero tanto, ho anche giocato più volte contro le sue squadre. Amo gli allenatori che corrono dei rischi, che cercano sempre di essere propositivi. Ha uno stile di gioco che mi piace tanto: sì, non nego che mi sarebbe piaciuto essere allenato da lui».

COMPAGNO CHE LO HA ISPIRATO – «Cristiano Ronaldo. È un professionista unico ed è anche una grande persona, più di quanto si possa immaginare. Ma ho giocato anche con campioni di livello assoluto molto simili, anche come mentalità: Neymar, Dybala e Ribery per esempio. È stato un onore condividere lo spogliatoio con gente così».

PERIODO PIU’ DIFFICILE – «Alla Juve. Ho vinto, mi sono tolto delle soddisfazioni, ma è stato faticoso gestire gli infortuni, soprattutto negli ultimi mesi: ho passato più tempo al J Medical che in campo. È stata dura».

VICINO A TORNARE ALLA JUVE – «Sì, nel 2023. Ne avevo parlato anche con Bonucci, mi ero proposto, speravo di poter dare ancora una mano. Però la società non è andata avanti. Mi sento ancora juventino dentro».

PARTITA MIGLIORE DELLA CARRIERA – «Ne cito due: quando ero al Bayern Monaco contro la Juve, nel 2016. Il 4-2 a Monaco di Baviera, lì feci un partitone. E poi la rimonta sfiorata al Bernabeu del 2018: vincere 3-0 a Madrid, dopo lo 0-3 dell’andata, non succede a nessuna squadra al mondo. Stava capitando a noi, prima di quel maledetto rigore segnato da Ronaldo nel finale. Stavamo scrivendo la storia, avremmo potuto vincere la Champions League, non ci mancava niente. Nel calcio, però, la fortuna a volte cambia gli orizzonti».

COMPAGNO SOTTOVALUTATO – «Sami Khedira. Fortissimo: uno stile di gioco unico, lo trovavi ovunque, aveva una classe innata».

SPUTO A DIFRANCESCO – «Un brutto momento, me lo ricordo. Ho superato quel trauma, ma è stato complicato: ho deluso me stesso e i bambini che mi guardavano. Noi dobbiamo essere un esempio. Quello è stato un grande errore».

LEWANDOWSKI E VLAHOVIC – «Robert fa gol in tutte le maniere. Alla Juve farebbe comodo, gli consiglierei tutta la vita di indossare la maglia bianconera: è uno che segna dappertutto e lo farà ancora per tanti anni. Sarebbe perfetto per i bianconeri. Ma comunque hanno già un grande giocatore davanti che è Vlahovic. Dusan può ancora maturare, ha l’età giusta: per la corsa al 4° posto sarà decisivo il suo ritorno a certi livelli. Ha tutto per portare la Juve in Champions».

L’INTERVISTA COMPLETA A DOUGLAS COSTA

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