Calcio italiano
Presidenza FIGC, elezioni a rischio rinvio? Spunta il nome di Carraro, mentre Abodi e Lotito spingono per il commissariamento!
Presidenza FIGC, elezioni a rischio? Le conseguenze per il caso Rocchi: c’è anche il nome di Carraro! Lotito e Abodi vogliono il commissariamento
Il terremoto che ha investito il mondo arbitrale italiano rischia di andare molto oltre il caso Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni. Secondo Repubblica, nelle stanze del potere sportivo e politico si starebbe giocando una partita assai più ampia, con possibili ricadute dirette anche sulle elezioni per la presidenza della FIGC, fissate per il 22 giugno dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. In questo quadro, il tema del possibile commissariamento federale sarebbe tornato d’attualità, anche alla luce della presa di posizione molto dura del ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha chiesto piena chiarezza sulla gestione interna della denuncia e sulla precedente archiviazione in sede sportiva.
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Il nodo, infatti, non riguarda soltanto l’indagine della Procura di Milano, ma anche il funzionamento della giustizia sportiva. ANSA ha riferito che il capo della Procura generale dello Sport, Ugo Taucer, ha chiesto una relazione immediata a Giuseppe Chinè, responsabile della Procura FIGC, proprio per chiarire come fu gestito il fascicolo che in precedenza era stato archiviato. È questo il punto che Abodi ha messo al centro del suo intervento pubblico, sostenendo che servano trasparenza, tempestività e parità di trattamento in tutti i casi che presentano possibili riflessi penali. Il ministro non ha parlato esplicitamente di commissariamento in quell’intervento, ma il quadro evocato ha inevitabilmente riacceso il dibattito attorno a questa ipotesi.
Sul piano formale, lo scenario è previsto dalle norme. Lo Statuto CONI consente infatti il commissariamento di una federazione in caso di gravi irregolarità nella gestione, gravi violazioni dell’ordinamento sportivo, impossibilità di funzionamento degli organi oppure quando non siano garantiti il regolare avvio e svolgimento delle competizioni nazionali. Si tratta di una possibilità concreta sotto il profilo giuridico, anche se la decisione spetterebbe agli organi del CONI e non sarebbe automatica.
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L’ipotesi di un commissariamento, stando a Repubblica, troverebbe sostegno soprattutto nel ministro Abodi e in quell’area del calcio riconducibile al presidente della Lazio e senatore di Forza Italia Claudio Lotito. Una componente che guarda con freddezza alla possibile elezione di Malagò e che punta invece su un intervento più profondo e organico per riformare il sistema calcio.
Sul fondo restano poi le ricadute politiche. Repubblica ha già scritto nelle scorse settimane che il governo osserva con attenzione la corsa tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, mentre Tuttosport ha aggiunto che, in caso di commissariamento, tra i nomi possibili circolerebbero profili come Carlo Mornati o addirittura Franco Carraro. Per ora resta tutto nel campo delle ipotesi, ma il punto è chiaro: il caso arbitrale potrebbe finire per cambiare anche il futuro istituzionale del calcio italiano.