Calcio italiano
Antognoni: «Malagò l’uomo giusto, anche Baldini sarebbe la persona giusta. Gli italiani devono tornare a giocare in Serie A» – VIDEO
L’ex numero 10 della Fiorentina, Giancarlo Antognoni, ha voluto dire la sua sui problemi del calcio italiano, su Baldini e su Malagò
(inviato al Royal Park I Roveri) – In occasione della 21esima edizione della Fondazione Vialli e Mauro Golf Cup presso il Royal Park I Roveri, Giancarlo Antognoni ha parlato così ai nostri microfoni.
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MALAGO’ L’UOMO GIUSTO? – «Penso che Malagò, se dovesse essere lui, penso sia l’uomo giusto per ricominciare un po’ questo percorso che in questi ultimi anni, almeno a livello di obiettivi e risultati, purtroppo non ne abbiamo ottenuti. Ne abbiamo ottenuti con le nazionali giovanili ma non con la prima squadra, una cosa che va in contrasto. Ci auguriamo che quei ragazzi dei giovani, dell’U19 e U17 in futuro possano dare qualcosa di positivo per questa Nazionale. Purtroppo siamo incappati periodo negativo e bisogna trovare le cause: una di queste può essere il fatto che questi nostri giocatori italiani giocano poco. Fino agli anni Ottanta non c’erano stranieri, poi sono arrivati, ma erano arrivati i migliori a livello mondiale, ed erano 2 o massimo 3. Ora sono sorti questi problemi. Se riusciamo ad avere meno invasione di stranieri forse anche l’Italia potrebbe averne beneficio».
BALDINI MERITAVA UNA CHANCE DA CT? QUALE TRA I GIOVANI CHE ABBIAMO VISTO CON LUI PUO’ ESSERE FUTURIBILE PER LA NAZIONALE? – «Baldini ha dimostrato di essere un allenatore bravo, moderno. Ormai è da 50 anni che sono in questo ambiente, ho visto balzi in avanti anche da parte di Baldini. Ha fatto 850 partite, chiaro, non tutte in Serie A, ha esperienza e secondo me sarebbe la persona anche giusta. Ma io non posso dare consigli. Molti di quei giovani sono andati a giocare all’estero e li abbiamo riconvocati. Diamo più opportunità a questi ragazzi bravi e promettenti di giocare di nuovo in Italia».
CONFERMATA LA MIA ASSENZA AL CENTENARIO DELLA FIORENTINA? – «C’è tempo, ma in questo momento non ci penso, penso ad altre cose. Anche se è il Centenario è un risultato importante della gente, non della proprietà, quelle vanno e vengono. Sinceramente dopo quello che ho sentito in questo momento è un nì, più vicino al no che al sì. Dispiace per i tifosi se non dovessi esserci, ma non è dipeso esclusivamente da me. E’ una cosa un po’ reciproca con la proprietà».