Calcio Estero
Pagelle Spagna Austria: brillano Oyarzabal e Cucurella, stecca Posch. I TOP e i FLOP
Pagelle Spagna Austria: i Top e Flop dei protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026
Pagelle Spagna Austria: i Top e Flop dei protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026, stravinto dalle Furie Rosse con un 3-0 che non lascia margini di dubbi. La Spagna si candida ulteriormente alla vittoria della manifestazione.
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I Top
- Mikel Oyarzabal (Spagna). L’assoluto MVP della serata di Los Angeles. Sblocca la partita al 36′ facendosi trovare pronto a centro area e la chiude definitivamente all’89’ con un piatto destro precisissimo, firmando una splendida doppietta personale. Crea costantemente pericoli e fa impazzire i centrali austriaci. La Spagna ha trovato il centravanti perfetto, quello che conosce bene che tipo di palloni gli possono arrivare.
- Marc Cucurella (Spagna). Un treno inarrestabile sulla fascia sinistra e uomo-assist della serata. Fornisce i due passaggi vincenti per le reti di Oyarzabal e avvia l’azione che porta al gol del 2-0 di Pedro Porro. Gli viene anche annullata una rete per una carica di Cubarsi sul portiere, ma la sua prestazione resta dominante. Mourinho se la ride, il Real Madrid ha preso il meglio che c’è nel suo ruolo.
- Lamine Yamal (Spagna). È il pericolo pubblico numero uno, tanto che l’Austria è costretta al raddoppio sistematico su di lui fin dai primi minuti. Dribbling (spettacolari un paio di tunnel nella prima mezz’ora), accelerazioni e tiri in porta. Gli manca solo il gol, negatogli da un salvataggio sulla linea di Alaba all’84’. La sensazione è che il meglio possa e debba ancora arrivare, se non si perde in qualche narcisismo di troppo.
- Unai Simon (Spagna). Vive una serata relativamente tranquilla grazie all’ottimo lavoro della sua difesa, ma entra di diritto nella storia. L’estremo difensore spagnolo supera prima il record nazionale di Iker Casillas e poi, al 90′, fissa il nuovo record assoluto di imbattibilità nella storia dei Mondiali, superando i famosi 517 minuti di Walter Zenga del 1990 (ricordate Caniggia?)
- Pedro Porro (Spagna). Attento in fase di copertura (concede pochissimo dalle sue parti) e letale quando si sgancia in avanti. Il suo colpo di testa al 66′, su perfetto cross di Baena, taglia le gambe agli austriaci e mette in ghiaccio la qualificazione.
I Flop
- L’Atteggiamento dell’Austria: I ragazzi di Rangnick scendono in campo con un baricentro troppo basso e subiscono per tutta la gara il palleggio asfissiante degli spagnoli. Si rendono pericolosi solo a sprazzi (con un colpo di testa di Kalajdzic e un cross non sfruttato da Gregoritsch), mostrando una tenuta difensiva fragile contro le incursioni laterali di Cucurella e Yamal.
- Ferran Torres (Spagna). È l’unica nota leggermente stonata nel concerto perfetto di Luis de la Fuente. Entra al 71′ ma appare un po’ fuori ritmo rispetto ai compagni. Tergiversa troppo col pallone tra i piedi e, in pieno recupero (95′), scatta bene sul filo del fuorigioco ma poi “mastica” malamente la conclusione a rete da ottima posizione.
- Stefan Posch e David Alaba (Austria). La retroguardia austriaca va costantemente in apnea. Posch rimedia un’ammonizione evitabile ed è spesso in ritardo sulle sovrapposizioni spagnole. Alaba, pur salvando un gol fatto sulla linea su Yamal, appare nervoso (protagonista di una piccola lite con Merino e di un “placcaggio” non sanzionato su Oyarzabal a inizio gara) e non riesce a guidare la difesa come dovrebbe.