2013
Chievo Verona, presentazione Sannino: «Scelta voluta, pronto a partire»
Il mister poi afferma: «Cercheremo il bel gioco, ma puntiamo la salvezza»
CHIEVO VERONA GIUSEPPE SANNINO – Presentato ufficialmente come nuovo allenatore del Chievo Verona, Giuseppe Sannino, ex tecnico del Palermo, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa. Queste le sue prime parole da gialloblù: «Sono molto felice di essere qua. È stata una storia un po’ lunga, ma ci siamo arrivati. Il presidente dice che ringrazia me per aver scelto il Chievo, ma quando le cose si vogliono, le persone si scelgono anche vicendevolmente. Penso di essere arrivato in una grande società, seppur piccola per bacino di tifosi e stadio, ma che ha dimostrato di avere in una grandissima organizzazione la sua forza. L’obiettivo sicuramente è la salvezza e penso sia un obiettivo importantissimo da aggiungere, primario. Mi fermo qui, sotto il profilo degli obiettivi, perché da parlare c’è poco: dobbiamo esprimerci sul campo ed i protagonisti assoluti saranno i calciatori. Inizio una nuova avventura, ho tantissima voglia. Non mi piace stare a casa manco per le vacanze, quindi sono pronto per partire. Io penso che alla fine sia tutto scritto nella vita, quindi vedremo a fine anno. Il Chievo è una famiglia che nasce da lontano, da un borgo. Credo ci sia un cuore ed una passione, al di là della fede e credo che questa sia una questione importantissima».
Sulla trattativa, durata un po’ più a lungo del previsto per via delle difficoltà contrattuali: «È stata solamente una questione burocratica, nulla di più. Le stagioni iniziano solamente il primo di Luglio. È stata un’attesa un po’ più lunga, ma ora siamo qui e questo è l’importante».
Sul modulo che Sannino deciderà di adottare e se verrà continuata la tradizione del 4-4-2: «I numeri lasciano il tempo che trovano. L’importante è che tutto porti a dei risultati concreti e, questo, solamente il campo ce lo dirà. A me piace dare certezze ai ragazzi, perciò voglio ripartire da quello che ho sempre fatto e con cui ho maggiore dimestichezza. In Serie A però ho imparato, negli anni, che bisogna anche saper cambiare qualcosa, ma voglio dare delle certezze ai ragazzi».
Circa l’intenzione di voler cercare il bel gioco oltre che i risultati concreti: «Credo che alla fine il tifoso del Chievo voglia restare in Serie A. A volte più che fare un ricamo, si va per il sottile. Certamente, una squadra di calcio che gioca bene, riesce prima a fare punti. Bisogna anche farli in fretta, ma bisogna coniugare delle idee con un gruppo di 28-30 giocatori e far combinare il tutto: qualità, tecniche e morali, che qua ci sono sempre state. Per raggiungere gli obiettivi che il Chievo ha sempre raggiunto, vuol dire che ci sono valori sia tecnici sia morali importanti».
Alla domanda relativa a cosa ha spinto Sannino a scegliere il Chievo, il tecnico risponde: «Ognuno di noi ha un proprio DNA. Io ho avuto sempre l’onore di poter allenare quelle squadre che devono soffrire e credo che l’annata del Chievo di quest’anno, ma anche in passato, sia stata all’impronta del saper soffrire. Con Pillon e Delneri qui sono state vissute stagioni che magari nessuno si aspettava. Io sono abituato a lavorare e sudare. Non parlerei di sfida, non mi piace parlare di questo, ma di un rapporto di lavoro: ci siamo scelti e vogliamo raggiungere risultati importanti».
Quest’anno ci sarà da giocare il derby contro l’Hellas Verona: «Dobbiamo essere seri ed onesti: tutte le volte che si parla di Verona, si parla dell’Hellas, ma da una parte mi fa piacere poter trasformare e tramutare sul campo questa realtà. Verona è stata rappresentata in maniera dignitosa dal Chievo, quando mancava l’Hellas, ma Verona deve essere orgogliosa di avere due squadre a rappresentarla in Serie A. Il derby sarà molto sentito, ma la sfida alla fine si farà sul campo».
Tornando sul discorso del bel gioco che i tifosi chiedono alla squadra: «Le certezze le regala solamente il campo, dunque attenderemo questo esito. Sicuramente, per raggiungere obiettivi importanti, come quelli ottenuti dal Chievo negli anni, servirà una certa impostazione. Mi piacerebbe essere ricordato come un allenatore che è riuscito a regalare risultati e bel gioco».
Riguardo alle strategie di calciomercato ed il rapporto con Sartori: «C’è un direttore sportivo che conosco da quando giocavamo contro… nel suo campo lo ritengo straordinario. Ho lavorato con tanti bravi direttori sportivi, ma qui, con Sartori, si arriva la mattina e si va via la sera e si parla sempre di calcio. Sa qual è il mio modulo e quali sono le indicazioni, chiede anche all’allenatore il suo input, e questo per me è già importante».
Battuta secca sul futuro di Sergio Pellissier: «Pellissier viene con noi in ritiro e penso che rimarrà al Chievo».
Ritornando sul rapporto con Sartori: «Con Sartori ci siamo incrociati sui campi della vecchia Serie C, a tre gironi, dove lui giocava a Bolzano ed io a Trento. Poi le nostre strade si sono incrociate sui campi: lui gira moltissimo ed a volte mi meravigliavo di vederlo negli aeroporti, quando la sua squadra giocava e lui era da altre parti. Capivo che gli piaceva viaggiare, osservare e guardare. Le nostre strade si sono finalmente incrociate definitivamente quest’anno e ne sono ben felice».
Il mister presenta poi il suo staff tecnico, che lo affiancherà in questa sua nuova avventura: «Ciccio Baiano sono ormai quattro anni che è con me. C’è Luca Lomi, che è stato il mio capitano all’Alto Adige. Gigi Asnaghi è stato il mio preparatore quando ho iniziato al Monza, per tre anni. E poi quest’anno ho dato l’opportunità alla società di integrare due ragazzi che, secondo me, potranno dare molto. Credo molto nello staff e nella qualità del lavoro. Ho portato Giovanni Cusatis, allenatore di Serie C anno scorso all’Alessandria e Francesco Troise, allenatore di Serie D in Campania. Ho avuto modo di conoscerli negli anni ed ho potuto ampliare un gruppo di lavoro che, mi auguro, possa dare qualcosa in più rispetto a dove sono stato negli altri anni, dove ho potuto lavorare ocn altre persone».
A riguardo del carattere “da leone” di mister Sannino, l’allenatore risponde: «Difficilmente una persona può cambiare caratterialmente. Si può modificare qualcosina, soprattutto mediaticamente in un campionato come quello di Serie A. Qualcosa ho dovuto rivedere, ma sul campo penso si continui a vedere lo stesso Sannino: gioco assieme alla squadra. Sono questo. Vestito un po’ meglio rispetto a quando sono in campo, ma sono sempre questo».
Su quali potrebbero essere gli obiettivi stagionali: «Tutti parlano sempre di ambizioni, io sono un ambizioso del lavoro. A me non interessa la categoria, a me interessa lavorare. Il calcio di oggi è una centrifuga: nel momento in cui sei convinto di restarci, sei subito fuori. Lo dimostra quanti allenatori bravi ne siano fuori al momento dal mondo del calcio. Il mio obiettivo è lavorare e lo faccio al Chievo con grande onore e passione».
Infine, chiosa su una frase detta in apertura di conferenza stampa, ossia su come sarebbe tutto scritto nel mondo del calcio: «Io parto dal concreto ed arrivo al fantasioso. Porto un esempio: qui ci sono tanti laureati, le famiglie mandano a studiare i propri figli e fanno dei sacrifici. Tutti studiano per potersi realizzare in ciò che loro vogliono, ma spesso tante persone che fanno sacrifici non si sentono realizzati. Qui dico che è tutto scritto, perché c’è anche un percorso del destino, ed il calcio è un po’ così. Io ho iniziato tantissimi anni fa ad allenare, nel settore giovanile, ma sono ancora quello di venti anni fa, con solamente tanti anni in più. Nel momento in cui tutte le cose erano tetre, buie e tristi è nato il miracolo di Varese, che manco io mi aspettavo. Ecco, qui dico che è tutto scritto».