2013
Juventus, Ronaldo: «A Torino ho subito grande torto»
JUVENTUS INTER RONALDO – Non dimentica Ronaldo, che stasera sarà in tribuna allo Juventus Stadium per il big match contro il Milan, ma che rievoca i ricordi dell’ingiustizia, come l’ha definita, subita nel ’98. L’ex attaccante dell’Inter, membro del Comitato Organizzatore dei Mondiali 2014, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha dichiarato: «Ho un ruolo impegnativo, non sto più fermo un attimo, non faccio che prendere aerei. Oggi a Torino, domattina a Madrid, poi torno in Brasile, il 5 maggio sarò di nuovo a Londra, la mia attuale residenza. Sì, il 5 maggio, una bella data del cavolo. Scherzi a parte: adesso questa è la mia vita, diciamo un pezzo importante della mia vita. In Brasile ci saranno a giugno la Confederations Cup e fra un anno il Mondiale, non potevo far finta che la cosa non mi riguardasse. Promuovo questi eventi e soprattutto quello di giugno, che sarà un bellissimo riscaldamento per il Mondiale: Brasile, Italia, Uruguay, Spagna… Ci saranno in campo 12 titoli mondiali, vedrete che sarà un grande torneo».
Il “Fenomeno” ha poi parlato di Juventus-Milan e di quel famoso episodio da rigore del ’98: «Ho proprio voglia di vedere una partita così, di rientrare in uno stadio italiano: è tanto che manco e credo che un appuntamento classico come questo sia l’ideale. Bello è poco: bellissimo. Ho visto anche il Museo dello sport, ma il nuovo impianto mi ha proprio meravigliato, in positivo. E la cosa bella è che sia stato ricostruito esattamente dove c’era il precedente. Confesso: mentre facevo il giro dello stadio mi sono tornate in mente tante cose di quel giorno. Non avevo dimenticato nulla, ma diciamo che avevo rimosso. Il fallo di Iuliano, Ceccarini che non fischia, Simoni che entra in campo… Oggi dico una cosa diversa: quella resta l’ingiustizia sportiva più grande di tutta la mia carriera. Mi pare che sia stata imparata la lezione e che ci sia molta più disponibilità a garantire un calcio pulito. Dubbi Moratti? Quelli ci saranno sempre, mica solo in Italia. Però sono sicuro che le cose non siano più come ai miei tempi, quando c’era una vera e propria organizzazione, una volontà precisa di fare andare le cose in un certo modo».
A proposito dell’Inter, il brasiliano ha parlato del momento difficile dei nerazzurri e di Conte: «So sempre cosa fa l’Inter, ma seguo da troppo lontano per conoscere i veri motivi di questo momento di crisi. Ha dominato per anni, in Italia e poi anche in Europa, ci sta un momento di rigetto. Però ne uscirà: mi fido di Moratti, della sua grande passione, e so che farà di tutto per rilanciare la squadra. Conte? L’ho incontrato oggi, ma più che rievocare quel giorno ci tenevo a fargli i complimenti. In campo era un martello, ma mi pare che anche da allenatore non abbia perso l’abitudine: mi dicono che buona parte dei meriti per questa Juve così brillante siano i suoi.
Che Juve ha costruito? Una squadra che in Italia ad oggi non ha rivali, e gli 11 punti di vantaggio sulla seconda dicono tutto. Ma che pure in Europa ha fatto la sua figura, anche se in questo momento il calcio italiano paga un momento difficile a livello di possibilità economiche, e dunque fatica a colmare la differenza con certi club inglesi, tedeschi e spagnoli. Gap Milan? Forse non quella che dice la classifica, ma il Milan ha iniziato troppo male. Poi però si è ripreso e soprattutto in attacco adesso mi sembra una squadra con un suo fascino. Balotelli? Lo aspetto in Brasile con l’Italia: anche grazie a lui potrà essere una grande Confederations Cup. Non sono male come ambasciatore, eh?».