2013
CONI, Malagò: «Basta categorie privilegiate. Totti…»
CONI MALAGO’ TOTTI – Intervenuto all’incontro con Francesco Totti ed il Corriere dello Sport, Giovanni Malagò ha parlato del capitano della Roma, che ha rivelato di conoscere da molti anni: «Francesco fondamentalmente è un timido, solo chi lo conosce bene se ne rende conto. Nella vita privata ha un carattere opposto rispetto al campo, e come tutti i timidi quando si sente a suo agio diventa l’attore principale. Ma non è facile metterlo a suo agio. Se lui si sente veramente a casa, anche con gli altri, e quindi non ci devono essere invidie e doppie facce, riesce ad essere l’elemento trainante, altrimenti è più portato a chiamarsi fuori», ha dichiarato il presidente del CONI, che poi ha descritto cosa rappresenta l’attaccante giallorosso: «A prescindere dal mio ruolo istituzionale, non disconoscerò mai il mio tifo. Mi sono messo spesso nei panni del tifoso delle altre squadre. Un esercizio che mi diverte fare. Siamo tutti figli dell’epoca in cui viviamo. Negli ultimi venti anni, questo discorso si può allargare solo ad altri due giocatori: Del Piero e Maldini, del quale si insegue un record di presenze pazzesco. Penso che il calcio oggi abbia bisogno di valori, la disaffezione negli ultimi anni è latente, strisciante. Se il percorso che ha fatto Francesco nella Roma, come quello di Del Piero o di Maldini, fosse imitato da altri giocatori meno importanti, sarebbe un’ottima medicina per il nostro calcio».
Malagò, che si era promesso di non toccare l’argomento relativo all’abolizione delle tessere omaggio ai parlamentari, ha poi deciso di rompere il silenzio e di fornire una spiegazione: «Non ci saranno più categorie privilegiate. Mi sembra che tutti siano d’accordo, a cominciare dalla stessa categoria interessata. Gli unici che avranno sempre diritto a questa tessera e potranno assistere agli eventi, saranno gli sportivi con la S maiuscola, quelli che hanno vinto una medaglia alle Olimpiadi o sono stati Campioni del Mondo. Credo siano il vero patrimonio dello sport italiano. Il discorso è molto semplice. C’era una categoria di persone che godeva di una tessera nazionale in virtù della quale poteva andare in tutti gli impianti, sempre compatibilmente con il numero di posti e di biglietti disponibili, per assistere non solo alle partite della Roma e della Lazio, ma a qualsiasi manifestazione sportiva. Poiché queste tessere erano scadute, abbiamo pensato che fosse giusto interrompere la consuetudine».