Under21, Mangia: "Non potevo dire di no" - Calcio News 24
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2012

Under21, Mangia: “Non potevo dire di no”

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ITALIA UNDER 21 – Devis Mangia, contattato dai colleghi della Gazzetta dello Sport, ha parlato dei suoi primi giorni da commissario tecnico dell’Under21. L’erede di Ciro Ferrara sulla panchina degli azzurrini ha esordito parlando dei primi contatti con la Federcalcio: “Ho letto il mio nome il giorno dopo l’addio di Ferrara. Ma alla persone che mi chiamavano ripetevo: non so nulla. Il primo contatto il 7 luglio: la federazione mi chiese se ero disponibile. Eccome, se lo ero. Mi ha impressionato la serietà dei dirigenti, che hanno fatto tutti i passi corretti, come aver chiamato prima il Palermo di me. E io ho fatto lo stesso. Io la penso così: quando vieni chiamato dalla Nazionale, non puoi dire di no. Io sono un istintivo, vado a pelle, ho deciso d’impulso. Mi è piaciuta subito l’idea. Sono strafelice dell’incarico e di lavorare con queste persone. Se la federazione sarà contenta di me, potrei restare a lungo. A livello razionale, direi che il lavoro si sposa perfettamente col mio percorso. Sono umile ma ambizioso, a 38 anni una panchina azzurra è una crescita professionale enorme. E poi vado orgoglioso di aver allenato tutte le giovanili, dai bambini in su. Direi che il lavoro è adatto a me. Se ho parlato con Ferrara? Certo, con lui e con i dirigenti della squadra. Tutti mi hanno parlato benissimo di questi ragazzi, dalla loro voglia di vestire l’azzurro all’unità di gruppo. Ho sentito subito anche Prandelli, ci siamo scambiati un paio di idee sul gioco. Se mi ispirerò alla Nazionale maggiore? Non solo e non tanto come gioco. A me è piaciuto molto come il c.t. si è posto con l’opinione pubblica e come ha impostato il concetto di Nazionale. All’Europeo l’Italia ha dato segnali precisi. L’Under deve avere quello spirito. Cercare di vincere, ma anche essere soddisfatti del modo in cui vinciamo. Che è più importante. In questo sono facilitato dal lavoro di Ferrara, che ha dato basi solide e un’idea positiva di gioco. Ho visto grandi partite. Partirò da lì, ma è chiaro che ogni tecnico porta qualcosa di sé. Se sento la pressione per i risultati raggiunti da Ferrara? No, significa che la base è buona. Siamo tra i più forti in circolazione, ma dobbiamo dimostrarlo sul campo. L’obiettivo è confermarsi. Prima questi ragazzi erano semi-sconosciuti. Ora sono sulla bocca di tutti. È l’ora di mantenere umiltà e equilibrio mentale, e riuscirci sarà compito mio. Come giocherà l’Under21? Non credo cambierò modulo. Ciro giocava col 4-4-2 che tra l’altro mi piace. Poi ogni tecnico ci mette la sua interpretazione. I ragazzi dovranno essere bravi a giocare entrambe le fasi, un calcio diciamo più internazionale. Ma anche qui l’Under è già sulla buona strada. Ai ragazzi l’unica cosa che chiederò è disponibilità, apertura mentale.