2012
Segnali di Roma zemaniana, sarà l?anno di Lamela
L’amichevole disputata in nottata tra la nuova Roma di Zeman e il Liverpool ha confermato le buone sensazioni di questo avvio di precampionato: la squadra, seppur in piena costruzione e limitata da una preparazione atletica molto dura, ha già evidenziato trame di gioco specificamente zemaniane. Gioco in verticale, sovrapposizioni continue degli esterni bassi sui mediani e dei centrocampisti stessi sugli attaccanti esterni. Atteggiamento propositivo e buon inserimento dei neo-acquisti.
I PRIMI SEGNALI – Una bella Roma. Ambiziosa nel gioco e nella testa. La mano di Zeman è già visibile in una squadra già abituata ad essere propositiva dalla gestione Luis Enrique: sotto la guida tecnica dello spagnolo si procedeva però più per linee orizzontali, rischiando a volte la sterilità della supremazia territoriale. Il boemo impone trame tattiche dall’esecuzione veloce e che puntino alla porta avversaria tramite il minor numero di passaggi possibile. Un progetto che include, nell’evoluzione della manovra, ben otto calciatori: i due esterni bassi in sovrapposizione, il terzetto di centrocampo – dieci metri avanti ad una abituale linea mediana – che deve assicurare al palleggio un passaggio sempre “facile”, e i tre attaccanti, di cui il centrale funge da riferimento e i laterali tagliano continuamente verso la porta per liberare le corsie laterali alle sovrapposizioni. Uno spettacolo se attuato a velocità e ritmo elevati: altrimenti il rischio è alto.
POSSIBILI LIMITI E CHIAVI DI SVOLTA – Le trame di gioco zemaniane necessitano di non diventare prevedibili: in tal senso un calciatore come Lamela sembra nato per essere allenato dal boemo. L’argentino è un fenomeno per imprevedibilità, tecnica e rapidità d’esecuzione: nel proverbiale 4-3-3 parte da destra e può accentrarsi e creare scompiglio grazie alla grande sensibilità del suo piede mancino. In alternativa può sfruttare fisico e velocità se impiegato a sinistra. Erik Lamela ha la personalità giusta per prendersi la Roma e conquistare lo scenario nazionale: con Zeman è probabile cresca anche il suo score personale in termini di reti siglate e che quindi possa diventare un attaccante assolutamente completo già a vent’anni. Classe 1992, doti fisiche impressionanti – sempre primo nei duri test fisici imposti da Zeman – il futuro appartiene a questo calciatore: ed il boemo sembra aver incrociato il suo destino nel momento ideale per la crescita della sua carriera.
L’INSERIMENTO DEI NUOVI ACQUISTI – Castàn: può formare una coppia solida con Burdisso, con prospettive assolutamente diverse da quanto accaduto nella scorsa stagione. Il brasiliano è un difensore fisico e con un ottimo senso dell’anticipo: da ricercare ancora, per forza di cose, l’intesa con l’argentino. Tachtsidis: lo ha richiesto Zeman in prima persona per tramutarlo in un campione. La stoffa c’è tutta, la personalità per reggere l’urto di un trasferimento da Verona a Roma anche; da ottimizzare la condizione atletica per recitare un ruolo importante nella mediana giallorossa. Bradley: giocatore già fatto, ottimo acquisto in rapporto qualità/prezzo effettuato dalla dirigenza romanista. Perfetto per senso della posizione, ottima corsa ed abile negli inserimenti in zona gol. E la Roma aspetta i suoi due nuovi laterali – l’operazione Piris è in attesa di ufficializzazione mentre Dodò si allena a parte per recuperare il tono muscolare dopo il pesante infortunio della scorsa stagione – e quel Mattia Destro tanto inseguito e finalmente raggiunto. Zeman è alla sua ultima chiamata importante e vuole vincere nella città che ama ed in cui vive: la campagna rafforzamento prosegue spedita grazie alla meticolosa opera del direttore sportivo Walter Sabatini, oltremodo intenzionato a dare al tecnico tutti gli strumenti necessari per una stagione di primissimo ordine.