Come cambierebbe il Napoli con Balotelli

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Impazzano i rumors su Mario Balotelli, dopo le dichiarazioni del suo agente Mino Raiola: Napoli o Roma, come cambierebbe la squadra di Ancelotti

Dove va Mario Balotelli? “Napoli o Roma“, parola di Mino Raiola. Ossia l’agente di uno dei calciatori più discussi della recente era italiana, che ha poi aggiunto: “Se Aurelio De Laurentiis vuole rafforzare il suo Napoli può prendere Balotelli“. Più di un’apertura su un asse già caldo da un pezzo: lo dimostrano le quote che i bookmakers riservano al suo eventuale approdo all’ombra del Vesuvio. Basse, bassissime a dire il vero. Poi c’è una trattativa da mettere sul tavolo e tutto ciò che questa comporta: l’accordo economico con il calciatore, la risoluzione del rapporto contrattuale con il Nizza. Perché ancora non si è capito: Mario Balotelli si libererà a parametro zero o meno? Mino Raiola afferma che questo è affar suo, ragion per cui c’è da aspettarsi di tutto e di più.

Mario Balotelli, un affare in vista?

Dovesse realmente svincolarsi dal suo attuale club, o comunque trattarsi del riconoscimento di un importo minimo, l’operazione Balotelli potrebbe realmente tramutarsi in uno dei colpi della sessione estiva di calciomercato. Nel biennio al Nizza SuperMario ha messo a segno la bellezza di quarantatré reti complessive in sessantasei gare disputate, media eccellente che si è aggiunta ad un livello di calcio e confidenza nei propri mezzi assolutamente ritrovato. Balotelli è tornato ad essere l’attaccante di un tempo, con varietà di soluzioni e freddezza negli ultimi metri, smussando decisamente gli aspetti più discussi del suo complesso carattere. Fuori e dentro dal campo. Classe 1990, prossimo a compiere ventotto anni, potrebbe aver compreso di avere di fronte le ultime opportunità per dare un senso profondo alla sua carriera. Troppo alternata per un calciatore dotato del suo talento e delle sue pazzesche doti fisiche. Ci ha pensato eccome la Roma, che ancora studia la fattibilità dell’operazione. Il Napoli non si sbottona, ma qualche traccia qua e là è stata lasciata: Mario Balotelli è l’unico calciatore che non ha mai vestito la maglia azzurra ad essere seguito dal club partenopeo su Twitter.

Balotelli ed il rapporto con Insigne

In questi giorni ha destato simpatia e più di una risata il rapporto che Mario Balotelli e Lorenzo Insigne hanno instaurato in nazionale: un ritiro che di fatto ha avviato la nuova era Mancini e che ha visto il centravanti del Nizza al centro della nuova Italia. Vice capitano nei gradi, ma quel che conta è il suo atteggiamento: vicino ai compagni, sempre pronto a strappargli un sorriso. Ha preso di mira Lorenzo Insigne: scherzi continui, battute e nel complesso un rapporto che pare vivere di un’affinità naturale. Per il bene dell’Italia, senz’altro, ma i più audaci hanno voluto leggere il tutto alla stregua di prove generali per quel che sarà. Ossia una convivenza nel Napoli di Carlo Ancelotti. Difficile affermare se questo sia vero o meno, concreto o puro sensazionalismo. Fatto sta che Mario Balotelli, come da lui spesso dichiarato in passato, di fronte ad un’offerta del Napoli difficilmente direbbe no. Questioni di famiglia, Napoli è la città dove vive sua figlia, e di motivazioni: la piazza partenopea è quella che potrebbe più di ogni altra indurlo a vivere un’esperienza in tal senso unica. Per dove è ora il Napoli, e per dove vuole arrivare.

Come cambierebbe il Napoli di Ancelotti

Poniamoci nella condizione: Balotelli al Napoli. Come sarebbe cambiato il Napoli di Sarri era immaginabile: Balotelli prima alternativa di Arkadiusz Milik nel ruolo di terminale offensivo, Dries Mertens – qualora si concretizzasse la sua permanenza – sarebbe potuto tornare nella sua posizione originaria di esterno offensivo. Sempre ammesso che l’ex allenatore del Napoli si fosse realmente dichiarato disposto a privarsi del belga in una posizione centrale, sua invenzione che ha permesso di sopperire con successo alla cessione di Higuain ed ai malanni fisici del centravanti polacco. Nel Napoli di Ancelotti è tutto ovviamente ancora da delineare: dovesse optare per un solo riferimento centrale, il ragionamento potrebbe in fin conti risultare analogo. Con Milik che partirebbe in pole position e Balotelli pronto ad alternarsi: qualità e fisicità a disposizione del nuovo Napoli. Fisicità, quella mancata in alcune contingenze e forse costata qualche punto, quando il muro difensivo non cedeva e veniva a mancare l’alternativa al tridente dei piccoli. Dovesse invece il Napoli di Ancelotti schierarsi con due attaccanti, come accadeva alle volte nel Milan di Kakà, l’attuale attaccante del Nizza potrebbe coesistere sia con un piccolo – che sia Mertens o lo stesso Insigne – che con un grande, nel caso ovviamente Arek Milik. Mario Balotelli ha infatti le caratteristiche per recitare il ruolo sia della prima punta che della seconda, inteso come opportunità di svariare sul fronte offensivo alla ricerca della mattonella di campo da cui incidere, meno ancorato ad un chiaro riferimento tattico e posizionale. L’acquisto insomma sarebbe persino funzionale all’attuale organico del Napoli: se è vero che i rischi legati al suo carattere siano quantomeno smussati, un pensiero – o anche più – risulterebbe del tutto lecito.