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Brasile, Ancelotti torna a convocare Danilo: «Farà parte della squadra, ho scelto!». L’annuncio del ct
Brasile, Ancelotti torna a convocare Danilo: «Farà parte della squadra, ho scelto!». L’annuncio del ct verdeoro in vista dei Mondiali 2026
Intervenuto in conferenza stampa, il ct del Brasile, Carlo Ancelotti, ha parlato così delle prossime convocazioni in vista dei Mondiali 2026, preannunciando la presenza di Danilo: il difensore ex Juve, tornerà dunque a vestire la maglia verdeoro.
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BEL GIOCO – «Bel gioco? Gli ultimi due Mondiali vinti dal Brasile sono stati conquistati unendo talento e difesa. Con ‘Felipão’ (Scolari, ndr) e i suoi tre difensori centrali nel 2002, per esempio, e nel 1994 Parreira utilizzò due linee di quattro per sfruttare Romario in attacco».
PRAGMATISMO – «Non c’è altro modo che difendere bene. Il Mondiale lo vince la squadra che subisce meno gol, non quella che ne segna di più. Non mi piace essere definito difensivo, ma è molto importante per la squadra».
IDEA DI GIOCO – «Abbiamo analizzato molti giocatori e abbiamo un’idea molto chiara e definita per la prima partita, e abbiamo anche una lista definitiva dei giocatori. Vogliamo movimento in attacco, magari con un centravanti di riferimento, ma con movimenti che rendano la partita imprevedibile. Abbiamo bisogno di calma e compostezza, e anche di critiche, ovviamente, ma anche se la cosa più importante è il risultato, alcuni risultati sono più importanti di altri, e quello importante è la Coppa del Mondo».
LE STELLE VERDEORO – «Madrid è Madrid e il Brasile è il Brasile. Con Raphinha e Vini abbiamo due dei migliori al mondo. Dobbiamo fare in modo che contribuiscano con tutta la qualità che stanno dimostrando ora alla squadra, ma so che faranno bene grazie al loro carattere e alla loro personalità. Danilo? Sarà sicuramente nella lista definitiva dei 26, perché mi piace come carattere, come personalità, come giocatore. Può giocare in tutte le posizioni difensive. Quindi, tra i nove difensori, Danilo ci sarà».
ENDRICK – «Conoscevo Endrick come attaccante, come centrale, e ora gioca più sull’ala, e se la cava bene anche lì. È una posizione che richiede più lavoro difensivo, ma per la sua età e corporatura, ci riesce, è in grado di farlo. Stiamo seguendo la sua crescita, come molti altri, sarà senza dubbio il futuro della nazionale».