Hanno Detto
Capello analizza: «Bastoni poco lucido, i cambi di Gattuso non mi hanno convinto ma…»
L’ex allenatore di Juve, Milan e Roma, tra le altre, Fabio Capello, ha analizzato così la sconfitta dell’Italia contro la Bosnia
Fabio Capello non nasconde la profonda amarezza per l’eliminazione dell’Italia. Ecco le parole dell’allenatore pluri-scudettato a La Gazzetta dello Sport.
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L’AMAREZZA MONDIALE – «Ho dormito malissimo ieri notte. Ancora una volta non andremo al Mondiale. Pensare che ci saranno 48 paesi e noi no mi dà un’amarezza…».
L’APPROCCIO AL MATCH – «Gli azzurri non mi avevano convinto già in avvio. Poche idee, troppi palloni giocati all’indietro a Donnarumma».
IL VANTAGGIO E IL CROLLO – «Con un mezzo regalo, comunque ben sfruttato da Barella e Kean. L’Italia però già soffriva troppo sugli esterni. E poi è arrivato il patatrac…».
IL PATATRAC – «Certo. Rinvio troppo corto di Gigio, errore di piazzamento della difesa e infine il pasticcio di Bastoni: se sei più lento, non puoi mai entrare lì, devi accompagnare l’attaccante il più possibile. Invece, il difensore dell’Inter non ha ragionato, è stato poco lucido».
I DIFENSORI CHE SERVONO – «Sono scelte facili da commentare col senno del poi. Io innanzitutto credo che ci servano difensori che difendono e non solo belli da vedere».
BASTONI E CALAFIORI – «Due giocatori simili. Molto bravi se c’è da andare in avanti, meno quando bisogna preoccuparsi di cosa succede dietro».
LE OCCASIONI SPRECATE – «E questo mi fa ancora più male. Kean è stato sfortunato, la palla gli è rimbalzata male. Dimarco ed Esposito, invece, dovevano fare meglio. Però, in undici penso saremmo passati».
LE COLPE DI GATTUSO – «Certi cambi non mi hanno convinto. Non avrei mai tolto Kean, mentre avrei sostituito prima Dimarco, in palese difficoltà».
IL FUTURO DELLA PANCHINA – «Ci penserei con molta calma. Gattuso è diventato ct meno di un anno fa, quello che ha potuto dare alla squadra in così poco tempo sono i valori, il senso d’appartenenza. E qualcosa si è visto. Ma al di là dei ct, mi piacerebbe che l’Italia giocasse a quattro dietro».
I VERTICI FEDERALI – «Qui si entra nel campo della politica, che non è il mio…».
I MALI DEL SISTEMA – «Ci sono due piani. Uno parte dal basso, cioè dai settori giovanili, dove bisogna tornare a privilegiare la tecnica sulla tattica. L’altro, però, sta più in alto: spesso nei nostri club si fatica a valorizzare il talento anche quando c’è, per scelte miopi degli allenatori. Perché se andiamo a vedere, le nostre selezioni giovanili ottengono buoni risultati, ma poi i giovani faticano a imporsi».
L’OSSATURA PER RIPARTIRE – «Il portiere (Donnarumma, ndr) ce lo abbiamo di sicuro. Poi a me piacciono tantissimo Palestra, che in Bosnia è entrato molto bene, e Pisilli, che Gattuso ha portato su dall’Under 21. Pio Esposito è già una realtà, Kean un attaccante affidabile. A centrocampo Locatelli ha personalità in campo e fuori, Tonali è un generoso. Ci manca qualche difensore che difenda sul serio, come dicevo prima. Ma non siamo messi così male come si pensa, anche perché Baldini in Under 21 sta facendo un gran lavoro».
