Cardiff-Roma-Torino: l’intervallo è diventato il peggior nemico della Juve

dybala juventus
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Dalla finale di Cardiff alla Supercoppa Italiana, passando per la sconfitta contro la Lazio in campionato: la Juve crolla sempre dopo l’intervallo, perdendo la testa nei momenti cruciali

Cardiff, Roma e Torino. Sono questi i tre gravi incidenti di percorso della Juve negli ultimi mesi. Tutti tristemente accomunati da una costante che rischia di diventare pericolosa: il crollo nella ripresa. Era successo in finale di Champions League, nella maledetta notte contro il Real Madrid della quale non si scopriranno mai le vere ragioni del disastro bianconero, ma anche in Supercoppa Italiana contro la Lazio, quando il solo Dybala si è ritrovato a predicare nel deserto in un contesto di mediocrità quasi inedita dalle parti di Torino. Ed è capitato nuovamente stasera: bene il primo tempo, con la Juve che sembrava avesse in pugno una partita francamente mai in discussione, malissimo nella ripresa. Il problema non è tanto la prestazione, che a tratti è stata anche positiva, ma gli errori grossolani che stonano con una grande squadra.

Troppe le ingenuità commesse dalla Juve nella ripresa, troppe le leggerezze di una difesa che è diventata l’anello debole di una corazzata che ha creato i presupposti dei successi degli ultimi anni proprio partendo da uomini che sembravano di granito. E che invece sono diventati incredibilmente molli: l’assenza di un leader come Bonucci comincia a farsi sentire. E se è vero che il difensore del Milan è diventato grande grazie a Barzagli e Chiellini è altrettanto vero anche il contrario. I due centrali bianconeri hanno clamorosamente sbandato di fronte ad una Lazio più cattiva, più scaltra e anche notevolmente più in condizione dal punto di vista atletico.

Ma non solo. E’ l’atteggiamento della Juve nel complesso a non convincere, perché i secondi tempi stanno diventando un rebus difficile da risolvere per Allegri. Se non con qualche cambio (e il tecnico livornese, per sua fortuna, li azzecca quasi sempre tutti) che riaccende un po’ la verve dei titolari. La squadra sembra appagata quando è in vantaggio e fatica a rialzare la testa quando è sotto. Se poi ci si mette anche Dybala, che getta alle ortiche quattro punti sbagliando due rigori di fila la frittata è fatta. Per vincere ancora serve tutta un’altra Juve. Perché le partite, anche quest’anno, durano novanta minuti più recupero.