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Coppa Italia

Cosa cambia per Pirlo e Conte dopo il passaggio del turno della Juventus contro l’Inter

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Juve in finale, Inter eliminata. Pirlo si aggiudica il terzo round con Conte, nonostante il pareggio 0-0 allo Stadium. E ora insegue uno storico double

Ci sono partite anonime, altre che incidono decisamente poco nell’economia di una stagione, l’impressione invece è che Juve Inter sia stata un bivio per entrambi gli allenatori. Pirlo imbocca la finale con la possibilità di sollevare il secondo trofeo a pochi mesi dal debutto in panchina, Conte invece riceve un biglietto di sola andata per lo scudetto. Il terzo confronto diretto ravvicinato tra i due allenatori finisce in pareggio, eppure è la sentenza più pesante. La Juve gioca da Juve, e fa esattamente la partita che vuole, studiata a tavolino da Pirlo. Certo, un gol di Ronaldo non avrebbe guastato, ma a volte anche Cristiano si dimostra umano. Interrotta la striscia di 6 vittorie consecutive con uno 0-0 che certifica la maturità di un gruppo che nelle ultime settimane ha imparato tre cose fondamentali.

A soffrire, a blindare la difesa grazie al sacrificio di tutti, in una parola sola a giocare di squadra. Con diverse soluzioni anche attiche, in base ai giocatori a disposizione. L’Inter invece sa giocare in un modo, quello che aveva incantato a San Siro, il 17 gennaio in campionato, ma evidentemente più per colpe bianconere che per meriti nerazzurri. Le due partite successive hanno evidenziato i limiti di una squadra che continua a non sfruttare il suo intero potenziale: la Juve ha conquistato la finale imparando dagli errori del campionato, cambiando pelle e giocando due partite diverse: arrembante a Milano, in trincea allo Stadium, ma alla fine in questi casi conte il risultato. Gli animi si scaldano nel finale, dopo il triplice fischio di Mariani: il rapporto tra Conte e Agnelli è ancora teso, lo sgarbo delle dimissioni nel 2014 non ancora perdonato. Le telecamere della Rai pizzicano un labiale di offese di Agnelli indirizzato a Conte, che nell’intervallo aveva provocato con un gestaccio. E il giorno dopo, più del secondo obiettivo mancato dell’Inter, si parla quasi esclusivamente del finale incandescente Agnelli-Conte.

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