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De Laurentiis: «Il mio Napoli vale un miliardo. Cessioni? I titolari restano»

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Il presidente del Napoli ha fatto il punto sul mercato. Ecco le parole di De Laurentiis su Sarri, Ounas, Mario Rui e Reina – 29 giugno

Arrivano nuove dichiarazioni del presidente De Laurentiis. Il numero uno del Napoli ha parlato al “Corriere dello Sport” svelando alcune trattative di mercato e non solo. Queste le parole di ADL: «Ounas dovrebbe arrivare in Italia lunedì per le visite mediche. Sono contento. Reina? Ci parlerò, perché non dovrei?! Reina ha ancora un anno di contratto e c’è in noi la volontà di rispettare quell’accordo, consapevoli del valore che ha. Poi è chiaro che avremo modo di vederci, anche presto, e chiacchiereremo. Ed è anche vero che siamo orientati a comprare un altro portiere che ci garantisca prospettive: Rafael è giusto che giochi, Sepe dà garanzie ed è napoletano. Rulli? So che gioca bene con i piedi. Quanto vale il Napoli? Un miliardo di euro. Cessioni? No, i titolari resteranno».

De Laurentiis, frecciata a Reina: «Non possiamo rinnovare! Su Sarri…» – 28 giugno, ore 17.35

Il presidente del Napoli è stato ascoltato quest’oggi dalla Commissione Antimafia. L’inchiesta tende a fare luce sulla presunta commistione tra mafia e calcio. Il numero uno del Napoli è stato ascoltato a Roma e a termine dell’audizione ha parlato con i cronisti presenti. De Laurentiis ha parlato principalmente del mercato del Napoli. Ecco le sue parole: «Se sono contento per l’arrivo di Ounas? Molto. Mario Rui? Vediamo. Il mercato aprirà ufficialmente il primo luglio, è ancora lungo. Reina? Non possiamo stare sempre a rinnovare. Il suo contratto scade tra un anno. Sarri? Ha tre anni di contratto e non va da nessuna parte». Queste invece le parole del presidente durante l’audizione: «Noi siamo ostaggio negli stadi, non possiamo fare nulla, non si possono avere rapporti coi tifosi, per esempio. Io non ho mai conosciuto Genny ‘a carogna. La legge sugli stadi andrebbe abolita. La morte di Ciro Esposito? C’era grande agitazione. Io ero in tribuna e a un certo punto sono andato verso l’allora prefetto Pecoraro per invitarlo a fare una comunicazione e dire che il ragazzo non era morto. La curva era in subbuglio, poi Hamsik è andato sotto la curva per spiegare come stavano le cose».