Del Piero: "Juventus, nessuna amarezza. Gioco 2,3 o 5 anni" - Calcio News 24
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2012

Del Piero: “Juventus, nessuna amarezza. Gioco 2,3 o 5 anni”

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ALESSANDRO DEL PIERO – In una lunga intervista alla “CNN“, Alessandro Del Piero, ex attaccante della Juventus, ora alla ricerca di una squadra dove poter giocare il prossimo anno. Si parla moltissimo di un possibile approdo in MLS, e Del Piero non chiude a quest’ipotesi, come lascia intendere di voler giocare ancora per svariati anni: Ora il destino mi vede separato dalla Juventus, non c’è amarezza. Certo, starei mentendo se dicessi che non mi aspettavo di non rinnovare il contratto. C’erano però state delle difficoltà l’anno prima, poi superato. Comunque non penso ai motivi del mancato rinnovo, io ho pensato a dare tutto e di più quello che potevo dare. Sono estremamente felice, ma bisogna saper seguire il destino. Ora voglio trovare la migliore situazione per giocare a calcio ancora per uno, due o anche cinque anni. Non c’è nessun rancore o amarezza, almeno da parte mia. Gli Stati Uniti? Sono un Paese davvero unico, mi sono sempre divertito in vacanza negli USA, ma ancora non c’è niente di definito con nessuno. Vedremo, magari il futuro prossimo sarà lì, o da un’altra parte… Del Piero come persona? Sono fondamentalmente di natura un timido, ma in carriera sono sempre stato portato a vivere determinate situazioni da protagonista. Ad esepio il fatto di avere un tiro chiamato con il mio nome, il tiro alla Del Piero, mi riempiono di orgoglio, di soddisfazione. Se si perde qualcosa con una vita così davanti ai riflettori? Certo, un po’ di privacy, ma paragonato a tutto quello che ho avuto, cosa volete che sia la privacy, francamente io non mi lamento. La serata a Madrid? La Coppa del Mondo resta il ricordo più bello della mia carriera, ma quella serata me la porto dietro, come quelle negli stadi di Manchester, Newcastle e gli impianti italiani, come a Verona e Genova. Certo, il Bernabéu con la sua standing ovation è stato il massimo, soprattutto dopo i due gol segnati contro la formazione che ha vinto più Coppe Campioni. Una cosa poi replicatasi in maniera esponenziale alla mia ultima partita a Torino, dove il pubblico si è fermato per più di venti minuti. È qualcosa che ancora non so spiegarmi”.