Calcio Estero
Dragoni va al Chelsea: un passaggio storico per il movimento femminile italiano
Dragoni dal Barcellona al Chelsea: firme imminenti per l’operazione più importante del calcio femminile italiano
Giulia Dragoni è pronta a diventare una nuova calciatrice del Chelsea. Il talento classe 2006 firmerà domani, 29 luglio, il contratto che la legherà ai Blues, chiudendo ufficialmente il suo trasferimento a titolo definitivo dal Barcellona. Reduce da una stagione straordinaria, Dragoni è stata premiata come miglior centrocampista della Serie A Women, confermando la sua crescita esponenziale.
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La sua bacheca parla già da sola: Dragoni è entrata nella storia come prima italiana a vincere la UEFA Women’s Champions League, trionfo ottenuto con il club blaugrana. Per portata, prestigio e impatto mediatico, il suo passaggio al Chelsea rappresenta una delle operazioni più importanti nella storia del calcio femminile italiano.
L’esperienza al Barcellona
Un traguardo che corona un percorso di crescita impressionante. Negli ultimi due anni, Dragoni ha diviso la sua formazione tra alcune delle migliori realtà europee. Nella stagione 2023/24 ha fatto parte della corazzata del Barcellona, allenandosi e giocando al fianco di fuoriclasse come Aitana Bonmatí e Alexia Putellas. Pur senza collezionare minuti nella cavalcata europea, la sua presenza in rosa le ha permesso di sollevare Champions League, Liga e Copa de la Reina insieme alle blaugrana.
La consacrazione a Roma
La definitiva esplosione è arrivata con la maglia della Roma Femminile, dove ha militato nell’ultima stagione. In giallorosso Dragoni è diventata il perno del centrocampo, trascinando la squadra alla conquista di Scudetto e Coppa Italia, affermandosi come una delle giocatrici più complete e decisive del panorama italiano.
La nuova sfida al Chelsea
Ora la attende la Women’s Super League, uno dei campionati più competitivi al mondo, e la maglia del Chelsea, dove potrà scrivere un nuovo capitolo della sua carriera e del calcio italiano nel mondo. Un trasferimento che segna un passaggio di livello e che conferma la centralità di Dragoni nel futuro della Nazionale e del movimento femminile.