Felipe si racconta: «Deluso dall’Udinese ma penso solo alla Spal»

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Felipe a cuore aperto tra il passato all’Udinese e il futuro alla Spal: «Carico per il campionato»

Felipe, difensore brasiliano in forza alla neopromossa Spal, si racconta attraverso le pagine della Gazzetta dello Sport: «Pensavo di chiudere all’Udinese Avevo un rinnovo automatico che l’Udinese ha esercitato. E ho chiesto un colloquio per pensare a un prolungamento fino al 2019. Ho fatto bene per due stagioni, sono integrato a Udine e ci ho creduto. Ma quell’appuntamento non è mai arrivato. È così mi sono guardato attorno. Spal? Il direttore Davide Vagnati sembrava che mi conoscesse da tempo. Mi è piaciuto il suo modo di fare, diretto. Mi ha trasmesso la tranquillità e la fiducia che cercavo ed eccomi a sudare con la solita passione. Se non mi alleno sto male. E dormo male. Vado oltre il classico programma estivo che ti viene lasciato con i tre richiami settimanali. Oltre ad aiutare Caterina nei suoi eventi e negli allestimenti matrimoniali».

Nonostante i suoi 33 anni la voglia è quella di un ragazzino: «Ho ricominciato troppe volte, sempre con la stessa voglia, anche dopo le delusioni di Firenze e gli anni difficili. Ora sto bene, anche psicologicamente che è la cosa più importante. Dopo aver risolto il contratto con il Parma che falliva, quei mesi all’Inter con Mancini mi hanno ricaricato a dovere. A Udine rimane quel rimpianto, il colloquio che non c’è stato».

Ora però le attenzioni sono tutte per la sua nuova squadra, la Spal, e Felipe ha una ricetta per la salvezza: «Non si deve stare tutti dentro l’area. E si difende in undici. Per il resto mi hanno raccontato che dovrò vivere in centro. Che la Spal ha una tifoseria pazzesca. Quando si attacca nella ripresa davanti alla Ovest c’è una forza in più. E mi dice che qui non si molla mai. Ma l’ho capito dal primo giorno».