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Fiorentina, i numeri della svolta con Vanoli: ma c’è un campanello d’allarme!
Fiorentina, i numeri della svolta con Vanoli: ma c’è un campanello d’allarme! L’analisi della Gazzetta dello Sport sul momento della Viola
Ancora un giorno di riposo per ricaricare le batterie, poi la Fiorentina tornerà a sudare al Viola Park con un unico, vitale obiettivo: la trasferta contro l’Hellas Verona. Il mese di aprile si preannuncia cruciale per blindare la permanenza in Serie A e consolidare (o migliorare) l’attuale quintultima posizione. La volata primaverile parte dal Bentegodi contro una formazione scaligera ormai quasi spacciata, un appuntamento da non fallire per allontanarsi in via definitiva dalla zona rossa. Ecco l’analisi de La Gazzetta dello Sport.
I numeri della rinascita difensiva
Dopo i pesanti sbandamenti della prima parte di stagione, in cui la squadra aveva mostrato una fragilità cronica, la retroguardia gigliata ha finalmente trovato la quadra. Il passaggio di testimone in panchina tra Stefano Pioli e Paolo Vanoli ha radicalmente invertito la rotta. I dati statistici certificano il miglioramento:
• Gestione precedente: 28 gol incassati in 17 gare (media di 1,6 a partita).
• Nuovo anno (2026): 16 reti subite in 13 partite (media scesa a 1,2 a match).
Al netto degli 8 gol incassati a febbraio tra campionato e Conference League, e del rovinoso scivolone di Udine del 2 marzo, la Viola si è rapidamente rimessa in bolla, dimezzando le reti al passivo nelle successive cinque uscite.
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L’ansia per Dodô
Il segreto di questa ritrovata compattezza risiede nell’abbandono della difesa a tre in favore di un assetto a quattro (declinato nel 4-1-4-1 o nel 4-3-3), che ha restituito certezze allo spogliatoio. Non è un caso che l’unico vero tracollo recente – i tre gol subiti contro l’Udinese – sia coinciso proprio con un ritorno d’emergenza alla difesa a tre (con l’inserimento del debuttante Rugani) per sopperire all’assenza dello squalificato Dodô.
Proprio l’esterno brasiliano rappresenta la grande incognita in vista del Verona: fermatosi nell’ultimo allenamento di sabato per un problema muscolare, si sottoporrà a esami clinici nelle prossime ore e resta in fortissimo dubbio.
I protagonisti del nuovo “fortino”
A guidare la resistenza viola davanti alla porta del nuovo capitano David De Gea, spicca il rendimento di Luca Ranieri. Pur avendo ceduto la fascia al portiere spagnolo, il difensore resta un pilastro irrinunciabile. Insieme a Marin Pongracic forma la coppia centrale più utilizzata e affidabile, mentre il giovane Comuzzo si sta rivelando una risorsa preziosa nelle rotazioni di coppa.
Infine, una menzione d’onore va al centrocampo: l’abnegazione tattica di elementi come Mandragora, Brescianini e Ndour, pronti a sacrificarsi in copertura, è l’ingrediente invisibile ma indispensabile per mantenere il muro alzato e conquistare la salvezza.