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Fiorentina, stagione da montagne russe: flop in Serie A, slancio in Europa. L’analisi dell’ex viola Banchelli
Fiorentina, annata da ottovolante sportivo! Male in Serie A, bene in Europa: l’analisi dell’ex giocatore viola Banchelli
In un’annata calcistica che si sta rivelando un vero e proprio ottovolante sportivo per la Fiorentina, intrappolata in una logorante lotta per non retrocedere in Serie A ma ancora orgogliosamente in corsa in Europa, le parole di chi conosce a fondo l’ambiente assumono un peso specifico notevole. A Fiorentinanews.com l’ex attaccante viola Giacomo Banchelli ha analizzato con estrema lucidità due temi cruciali del momento: il percorso della squadra in UEFA Conference League e la spinosa questione dei lavori di ammodernamento dello stadio Artemio Franchi.
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La Conference League
Affrontando il delicato dualismo tra le fatiche di coppa e l’urgenza vitale di fare punti in campionato, Banchelli sgombra il campo dagli equivoci: l’Europa non è un intralcio. «Questa competizione rappresenta una vetrina fondamentale – ha spiegato l’ex bomber gigliato – specialmente per quei giocatori che trovano meno spazio in Serie A. È un palcoscenico utilissimo per accumulare minuti preziosi nelle gambe». Il tecnico Paolo Vanoli ha dimostrato di saper dosare bene le energie, varando un turnover mirato contro il Rakow senza però compromettere il passaggio del turno.
Ora, però, l’asticella si alza in modo vertiginoso: ad attendere la Viola c’è il Crystal Palace, solida realtà della Premier League inglese. Nonostante le immense difficoltà in campionato, l’ambizione europea resta intatta: «Sono convinto che società e calciatori tengano moltissimo a questo torneo. Se così non fosse, considerando che lottano disperatamente per salvarsi da inizio stagione, avrebbero già mollato la presa».
Il “cantiere” Franchi
Un altro fattore che sta pesantemente frenando la rincorsa della Fiorentina è l’attuale conformazione dell’Artemio Franchi, inevitabilmente mutilato dai cantieri. Banchelli non usa mezzi termini per descriverne l’impatto psicologico sui giocatori: «Giocare in queste condizioni è un vero e proprio handicap. Parliamo di un impianto storico da quarantamila posti che oggi ne può accogliere a malapena quindici o sedicimila».
I seggiolini vuoti in Maratona e, soprattutto, l’assenza del calore travolgente della Curva Fiesole hanno temporaneamente spento il proverbiale “dodicesimo uomo” di Firenze, finendo per ribaltare il fattore campo a sfavore dei padroni di casa: «Oggi chi gioca in trasferta a Firenze è ampiamente avvantaggiato. È normalissimo che uno stadio popolato solo a metà non riesca più a fare paura a nessuno».