2013
Genoa, Immobile: «Pescara? Se segno esulto»
GENOA IMMOBILE – Un bacio dolce per Jessica e Michela, compagna e figlia appena nata, uno amaro per il Pescara: questo l’obiettivo di Ciro Immobile, pronto a lasciare il segno nella sfida che potrebbe decretare la retrocessione del club abruzzese. «Cosa faccio se segno? Esulto, ma se capiterà lo farò anche per dedicarlo a Michela. Qualche giorno fa sono corso ad assistere alla sua nascita, non mi volevo perdere l’evento. Ho incontrato amici e tifosi, ho capito che se segnerò non cambierà nulla nel nostro rapporto, anzi qualcuno mi ha preannunciato la mia rete. Loro sanno che sono un professionista ed io qui a Genova mi sono trovato subito bene quanto a Pescara. Mi dispiace per loro, ma a noi questi punti servono, eccome, per la salvezza. Di sicuro però non dimenticherò mai l’accoglienza che mi hanno riservato per la sfida di andata, un’ovazione fantastica. Questa lotta per la salvezza, poi, mi prende un po’ da tutte le parti: io ho giocato nel Siena e nel Pescara, a gennaio sono stato vicinissimo al Palermo. Insomma, ho tante persone che mi stimano tra gli avversari», ha dichiarato l’attaccante del Genoa, come riportato da La Gazzetta dello Sport.
Destino amaro per Immobile, che ha contribuito alla promozione del Pescara in Serie A: «E’ vero. Che dispiacere. Tutta quella fatica, i 28 gol, le tante belle partite fatte che sfumano in una sola stagione. Il rammarico però è soprattutto per la piazza, quanto ci tenevano e quanto saranno tristi. E lì, lo so, non si fanno sconti. Penso soprattutto ai difensori. Probabilmente tre su quattro saranno miei ex compagni: Balzano, Zanon, Capuano. Balzano in particolare era un compagno fisso, abitavamo in case diverse ma spesso dormivamo insieme, eravamo inseparabili».
Infine, Immobile ha parlato delle sue condizioni, dato che dovrà partire dalla panchina: «Ballardini mi ha chiesto come mi sento, se sto soffrendo la lontananza da mia figlia. Io però sono abituato a stare solo, quindi nessun problema. In ogni caso anche entrando dalla panchina ho disputato buone partite. Una cosa che a inizio campionato non succedeva. E’ una delle tante cose che ho migliorato in una stagione per me positiva. Qualche errore l’ho commesso, penso a qualche sbaglio sotto porta, in particolare nelle partite con Parma e Palermo, e a quel gesto fatto ai nostri tifosi a Milano, contro l’Inter. Per fortuna loro mi hanno capito e perdonato. Io invece ho capito dove devo lavorare: non è un fatto di esperienza, ma è una questione di testa, se sei tranquillo fai bene, se ti fai prendere dall’ansia combini guai».