Hanno Detto
Graziani: «Toro, così fai male. Cairo vuole vendere, ma se nessuno compra che deve fare?»
L’ex bomber granata a cuore aperto: la carica per il derby, le lacrime per Agroppi e l’appello per ricucire la frattura. «Stadio vuoto? Sembra il Covid. E io sono pronto a entrare in società per aiutare
Ciccio Graziani affronta su Tuttosport i temi della settimana e della stagione granata. Per lui, grande bomber del Toro dello scudetto del 1976, è necessaria una svolta.
IL DERBY «Lo giochi per te stesso e per il popolo che ti segue con affetto. Sarebbe bello se venisse fuori una bella partita, ma anche un risultato positivo. Credo che i tifosi del Toro sarebbero strafelici di poter vincere la partita perché il valore di un derby esula da quella che è la classifica. Se riesci a regalare, in un momento particolare come questo, il derby al popolo granata, credo che un “grazie” verrà sicuramente fuori».
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IL TORO NON BATTE LA JUVE DA TANTO «Se torniamo sempre indietro nel tempo non va bene, dobbiamo vivere di presente e soprattutto pensare al futuro. C’è un ds, Petrachi, che non solo è bravo, ma è anche tifoso del Toro e questo potrebbe essere il valore aggiunto».
IL TORO DI OGGI «A me non importa quanti giocatori se ne vanno o restano, ma che la squadra sia competitiva e raccolga soddisfazioni, arrivando a traguardi migliori. Credo che il Toro debba essere più attento e più bravo nelle scelte che fa, quelle dei calciatori da prendere e da tagliare, se hanno reso meno delle aspettative. Serve una programmazione importante, anche attraverso un settore giovanile che possa produrre talenti, per averli già in casa».
SIMEONE «Simeone mi auguro che faccia gol anche domenica, ma se lo fa fra un anno, fra due o tre, se rimane qui da noi non cambia nulla. Simeone il suo lo ha fatto anche se sì, avrebbe anche potuto fare di più, ma nella stagione del Toro è stato tra i più positivi».
LA CONTESTAZIONE A CAIRO «Siamo quasi a un punto di non ritorno, bisognerebbe fare qualcosa, dobbiamo pensare alla strategia per andare avanti. Il Comunale era pieno di colori e passione: ora guardo in tv la partita del Toro e sembra tornato il Covid, mentre altrove no. Vedo spazi vuoti, assenza di calore e trasporto, abbiamo perso il senso di appartenenza. L’unica cosa che può succedere è che un domani questa società possa essere appetibile per essere presa da altri e si vivrà una situazione diversa, ma non bisogna aspettare quel momento. A me Cairo ha detto più volte di voler vendere il Toro, mi ha detto: “Sono stufo di questa continua contestazione che penalizza me e la squadra, ma se nessuno mi prospetta la possibilità di comprare cosa devo fare? Devo regalare il Toro?”. Va considerato il valore del brand, se arrivasse qualcuno con voglia e potenzialità io penso che questa società verrebbe venduta. Cairo non ha mai detto che non venderà, anzi, ha quasi voglia di vendere per il bene suo e del Torino, ma se non arriva chi compra, come fa?».
DISPONIBILITA’ «Sono disponibile a fare qualcosa, sono disposto ad entrare nel Torino se mi venisse chiesto. Più siamo, meglio è».
IL TIFOSO SOFFRE «Certo che è un dolore per i tifosi! Però il Toro è il Toro. Agroppi, l’ultima volta che l’ho visto, mi ha detto: “Muoio da tifoso del Toro”. Mi vengono i brividi (e qui Graziani si commuove, ndr) a pensare che siano state quelle le ultime parole che ho sentito da Aldo. Il tifoso del Toro è così, quando dice di esserlo lo dice con una certa enfasi. E lo si è sempre tifosi, non solo quando le cose vanno bene. Poi è giusto chiedere qualcosa di più, è lecito. Dobbiamo responsabilizzare la società per far sì che si facciano le cose al meglio e per avere una squadra che il prossimo anno ci regali non il 12° posto, ma l’8°, il 7°, il 6°».