Il pagellonzo: Spalletti ce l’ha con tutti, qualcuno salvi Cutrone e Karamoh

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Il pagellonzo della settimana: bocciati Spalletti, il Napoli e Buffon. Promossi tutti i giovani: Cutrone super, Karamoh fortunato a non parlare italiano, Under al top nonostante le polemiche

La settimana è volata via veloce tra sussulti di Champions e mega-depressioni da Europa League. Al venerdì (ieri) il tasso di suicidi tentati su tutta la Penisola ha fatto registrare la più grossa impennata da quando i Jalisse vinsero Sanremo. Per fortuna oggi è sabato, torna il campionato e scendono in campo un po’ di squadre di cui probabilmente cominciava ad ignorarne l’esistenza persino il Padre Nostro tanto che poco se ne è parlato negli ultimi giorni. La Roma si appresta ad affrontare l’Udinese ad orario di pennichella post-prandiale: una direttiva della Comunità Europea e tre sentenze del tribunale dell’Aia (non quello degli arbitri e nemmeno quello della pubblicità delle cotolette di pollo) hanno stabilito che giocare il sabato alle 15 dovrebbe ritenuto crimine di guerra in almeno ottantadue paesi del globo terraqueo. La Serie A, gioconda, se ne sbatte e continua a buttare partite a cazzo lì dove capita per la gioia di grandi, piccini e multinazionali produttrici di psicofarmaci.

Conclude la giornata l’Inter che sfida il Genoa. Perse ormai da settimane le tracce di Icardi, intravisto in Honduras con barba folta e machete alla mano che mozzava teste a narcotrafficanti di dubbia proveniente come Genny Savastano in Gomorra. Partita dall’esito per nulla scontato secondo i bookmakers, resta tuttavia pressoché inalterata la curiosità di sapere a che minuto esatto Candreva ciccherà il suo primo cross dalla destra. Potrebbe essere anche questione di secondi. Nel pomeriggio l’interessantissima Chievo-Cagliari satura il sabato calcistico all’italiana: prevista la chiusura anticipata di locali ed attività per permettere al traffico di defluire meglio nei grandi centri affinché tutti, ma proprio tutti, abbiano modo di assistere alla sfida clou di giornata: quella tra il divo Cacciatore ed il carismatico Joao Pedro. I circoli Mensa di mezzo mondo sono già in ansia pre-partita. Per smorzare l’attesa, diamo un’occhiata alle pagelle della settimana:

1. Luciano Spalletti: voto 1

Infama chi può a destra a manca. Se la prende nell’ordine con: i dirigenti, i giornalisti, una talpa a caso, Di Francesco, il barista che ieri mattina gli aveva servito un caffè al ginseng troppo freddo, questi politici corrotti che non fanno niente per noi, i treni che non arrivano mai in orario ma quando c’era lui era tutto diverso e Francesco Monte che ha portato la droga a L’Isola dei Famosi. Talmente tanto polemico che perfino Luigi Di Maio l’altro giorno l’ha chiamato per dirgli: «Guarda che non c’è bisogno di prendersela proprio con tutti tutti tutti tutti eh». Sull’orlo di una crisi di nervi. Leggi anche: SPALLETTI, SEI ALLA FRUTTA?

2. Gigi Buffon: voto 2

Ormai ne combina una più di Bertoldo: si fa infilare due volte dal Tottenham e, non contento, il giorno dopo va da Costanzo a raccontare la propria infanzia. Maurizio per non dargli del vecchio gli ricorda soltanto di quando da piccoli giocavano insieme con i soldatini durante la Grande Guerra. Mario Balser lo attacca e lo invita a farsi da parte (leggi anche: BASLER CONTRO BUFFON), Gigi si scansa con destrezza dalle polemiche e mostra fiero le proprie analisi: bene l’osteoporosi, un po’ da rivedere la prostata. Confuso e infelice.

3. Napoli: voto 3

Concede all’Europa League la stessa importanza che i partiti politici che si sono presentati alle ultime elezioni hanno concesso al tema serissimo della forfora sui maglioncini neri. Non si smuove di un centimetro nemmeno quando nel secondo tempo passa in vantaggio con il Lipsia, consapevole di avere ancora mezz’ora abbondante per poter perdere la partita. Sarri elabora un piano tattico perfetto per lasciare il pallino del gioco in mano agli avversari e schiera in campo la miglior formazioni possibile con sua zia al posto di Mertens e il portiere dello stabile in cui vive al posto di Reina. Imperforabile fino a prova contraria.

4. Sossio Aruta: voto 4

L’ex star del Cervia di Campioni, ora corteggiatore al trono over di Uomini e Donne, chiede al Benevento di poter mettere piede in campo almeno un minuto in Serie A (leggi anche: BENEVENTO: LA RICHIESTA DI ARUTA) per poter completare il record di campionati disputati ed essere il primo calciatore in Italia ad aver giocato in tutte le categorie esistenti. In un estremo slancio di modestia quindi chiede a Trump di essere il primo non americano a presiedere il Congresso, all’Academy di essere il primo non attore a vincere l’Oscar come miglior attore protagonista e alla NASA di essere il primo tronista ad andare nello spazio. Sfanculato persino da Gianni Sperti, torna da Maria De Filippi sconsolato con la coda tra le gambe. Esoso.

5. Simone Inzaghi: voto 5

Non vince più nemmeno una partita a rubamazzetto col figlio di quattro anni. Fino all’altro giorno era il miglior allenatore d’Italia, adesso se lo beccano in autostrada con uno specchietto fuori posto è capace che lo condannano alla sedia elettrica. In caduta libera nonostante le rassicurazioni di Lotito che gli ha domandato se avesse già trovato una panchina libera a Villa Borghese l’anno prossimo per la domenica pomeriggio. Interdetto ma ancora vivo.

6. Gonzalo Higuain: voto 6

Fa due gol al Tottenham e poi sbaglia dagli undici metri: nessuno sa esattamente cosa passi nella sua testa e può anche andare bene così. Per giorni interi lo accostano all’attaccante della compagine avversaria scrivendo sui giornali del confronto “Higuain-Kane e lui, pensando ad un insulto, si convince di essere nuovamente al centro delle critiche. Risponde da gran campione dimenticando gli epiteti offensivi e va tutto bene finché però si ricorda di non saper tirare i rigori. La sua media realizzativa dal dischetto resta comunque seconda solo a quella di Adriano. Dopo che s’è ritirato. Ubriaco ma innocente.

7. Atalanta: voto 7

Mette per quasi novanta minuti in difficoltà un Borussia indebolito ma pur sempre temibile. Sul gol in extra-time di Batshuayi i sismografi di Bergamo misurano strane variazioni su scala tellurica causate dalle bestemmie dei tifosi locali. Gasperini non molla niente ed annuncia battaglia in vista del ritorno in Italia mentre il leader della Lega Matteo Salvini lo invita a boicottare l’Europa e a non dare ospitalità alcuna ai clandestini proveniente da Dortmund. La Merkel abbozza perché ha già capito che pure questa volta finirà tutto a polenta e gara di rutti. Coraggiosi e rivoluzionari.

8. Cengiz Under: voto 8

Fa gol, crea gioco e piace ai tifosi della Roma: di fatto è l’unico giovane turco ad avercela fatta in Italia, considerata pure la brutta fine che stanno facendo tutti quelli del PD. Esulta contro il Benevento mimando un saluto militare e crea un po’ di maretta in Italia perché ritenuto troppo vicino alle posizioni estremiste di Erdogan in patria. Lui nega e respinge le accuse con insolita diplomazia: «Se non state zitti vi faccio sbattere in galera e butto via la chiave». Lo amiamo già pure se non ha ancora capito in che gabbia di matti è capitato. Ingenuo ma bravo.

9. Yann Karamoh: voto 9

Ha un’unica grande fortuna: non parla una parola di italiano. Permette all’Inter di battere il Bologna e diventa il nuovo messia, una settimana fa a quest’ora invece i tifosi erano pronti a imbarcarlo sul primo aereo per Parigi insieme a Santon e famiglia. In tv lo prendono lievemente per il culo quando lo intervistano (leggi anche: KARAMOH E UNDER: SCAPPATE FINCHÈ POTETE), lui sorride imbarazzato e pare aver già compreso pienamente che tempo due mesi e gli proporranno di fare il GF VIP con Povia e il pupazzo di Bim Bum Bam. Salvate il soldato Yann.

10. Patrick Cutrone: voto 10

In questo momento farebbe gol pure da bendato. Mette a tacere ogni perplessità sul suo conto e regala al Milan settimane di gioia e spensieratezza dopo mesi di stato di calamità. Lo paragonano ad Inzaghi, lui con grande modestia confessa di doverne timbrare ancora un bel po’ all’Hollywood prima di raggiungere certi livelli. Gattuso gli urla dietro indicazioni tattiche in calabrese,ma essendo l’unico a non capirle quasi per nulla gli riesce piuttosto facile giocare bene. Felicissimo per lui anche il compagno di reparto André Silva, che per festeggiare l’ultima rete gli ha perfino regalato una macchina senza freni. Bomber finché dura.