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Zenga: «Correa è un fenomeno: sapevo che sarebbe stata la prima scelta dell’Inter»

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Inter, Zenga: «Correa è un fenomeno: ha tecnica e capacità nell’uno contro uno. Sapevo che sarebbe sta la prima scelta di Marotta»

Intervenuto ai microfoni di Gazzetta.it, Walter Zenga ha parlato dell’arrivo di Joaquin Correa all’Inter. Di seguito le sue parole.

CORREA – «Il Tucu è un fenomeno e non avevo dubbi che sarebbe stata la prima scelta di Marotta e Ausilio. Inzaghi infatti lo conosce benissimo ed è lui ad averne esaltato le doti schierandolo da seconda punta».

CORREA ALLA SAMP – «Arrivò dall’Argentina come trequartista, ma io lo utilizzavo largo a sinistra in una tridente completato da Muriel ed Eder. Purtroppo rimasi solo tre mesi perché a novembre Ferrero mi disse che voleva prendere Montella per andare in Champions League».

QUALITÀ – «Senza dimenticare che è anche alto e tosto, la tecnica pazzesca, la capacità di saltare l’uomo, oltre alla fantasia e alla capacità di saltare l’uomo. Purtroppo si fece male al secondo giorno di ritiro, ma al tempo avevamo un problema con il preparatore atletico. Ricordo dei numeri incredibili contro il Bologna e contro la stessa Inter, a Marassi, anche se in quell’occasione si mangiò un gol assurdo».

CORREA INSIEME A DZEKO E LAUTARO – «Si troverà a meraviglia con entrambi. L’Inter ha questo punto potrà scegliere tra tre coppie efficacissime. Con Scamacca, visto l’obbligo di fare turnover in una stagione così piena di impegni, l’attacco sarebbe da scudetto. Senza dimenticare Sanchez, che però non è una prima punta. Lautaro con Lukaku si era abituato a fare la seconda punta, ma sia nel Racing sia in nazionale ha mostrato di sapersi muovere da terminale più spesso».

DIFETTO – «Per un attaccante un po’ di egoismo è comprensibile e non guasta. Quanto ai gol, nel valutare un giocatore bisogna tenere conto anche degli assist e di come la sua tecnica faciliti la manovra e produca sviluppi e occasioni per i compagni. Con lui aumenterà ulteriormente la qualità. Correa poi viene da una società e da una città in cui non è facile vivere la quotidianità. E’ abituato a reggere la pressione».

INTER DA SCUDETTO – «Viste le premesse legate alla situazione finanziaria, la dirigenza ha fatto un gran lavoro. Con Nandez sarebbe stato un mercato perfetto. Inzaghi ha avuto il merito di non stravolgere il lavoro di Conte, aggiungendo però del suo. L’ossatura in fondo è quella dello scudetto. Le fondamenta, cioé la difesa, sono invariate e i meccanismi vanno a memoria. L’Inter resta una grande squadra, entrerà almeno tra le prime quattro».