Inter, si è visto un gran Murillo

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Jeison Murillo in luce nell’eliminazione della sua Colombia in Copa América: prestazione super del nuovo difensore dell’Inter

Jeison Murillo e la sua Colombia sono fuori dalla Copa América 2015 e, per quanto si è visto ieri nel quarto di finale con l’Argentina e nel complesso di una manifestazione disputata sottotono, sembra giusto così: a godere però è l’Inter che, almeno stando agli elementi emersi in Cile, per otto milioni di euro si sarebbe garantita le prestazioni di un difensore giovane ma già forte.

LE CARATTERISTICHE – Jeison Murillo è innanzitutto un centrale molto potente: ha grande reattività nelle gambe e proprio ieri contro i veloci attaccanti dell’Argentina (erano Messi, Aguero e poi Tevez per intenderci) ha messo in mostra una dote fondamentale, quella del recupero. Difficilmente perde terreno sul primo passo dell’avversario ma quando gli accade è in grado di rimontare con rapidità e potenza: sotto il profilo fisico ed atletico dunque sembra davvero avere pochi limiti, la carta d’identità in tal senso lo sostiene ulteriormente. Classe ’92, è nel pieno della sua esplosione fisica e già al Granada nelle ultime due stagioni aveva dimostrato buona parte di tali peculiarità. Il resto lo fa l’abilità in marcatura: non soffre di particolari cali di attenzione, fattore che dovrà confermare in un campionato complesso come quello italiano.

I LIMITI E IL COMPLETAMENTO – O meglio eventuali limiti: Jeison Murillo non ha un piede educatissimo (peraltro errore nella lotteria dei rigori, ma non è il suo lavoro) ma ancor di più non sembra avere una spiccata visione di gioco. Non sbaglia in disimpegno, sia chiaro, ma raramente assume responsabilità sotto il profilo della prima costruzione della manovra. Tradotto: difensore più alla Samuel che Chivu, più alla Chiellini che Bonucci. Ed ecco giungere Joao Miranda in suo soccorso: il difensore dell’Atletico Madrid sarà con ogni probabilità il suo compagno di reparto nel futuro nerazzurro e l’Inter vanta così un pacchetto centrale completo. Una spina dorsale potenzialmente importante. Vediamo perché: Miranda e Murillo possono aiutarsi l’uno con l’altro, il brasiliano nel ruolo di guida – tecnica, tattica e d’esperienza – per il colombiano e quest’ultimo può garantire quell’esuberanza atletica che inizia quantomeno a calare sulla soglia dei trent’anni, già superata da Miranda lo scorso 7 settembre.

RESTYLING FISICO – La ricostruzione di un’Inter imponente sotto il profilo fisico-atletico, sulla falsariga di quella che vinse tutto sotto la gestione Mourinho, non si ferma certamente alla linea difensiva: l’arrivo certo di Kondogbia e quello assai probabile di Imbula aggiungono ulteriori chilogrammi e centimetri alla squadra di Mancini. Che ha richiesto in primissima persona un potenziamento sotto tale aspetto. Sembrerà singolare ma la dirigenza nerazzurra, quando siamo appena a fine giugno, è già chiamata a lavorare più in uscita che in entrata: grande sovraffollamento a centrocampo, con Brozovic che dovrebbe affiancare i due francesi ed uno tra Hernanes e Shaqiri sulla trequarti. Avanzano i vari Kovacic, Guarin, Medel e Kuzmanovic: troppi, davvero troppi considerando l’assenza dell’Inter dalle coppe europee. Qualcuno partirà e ci sarà da gestire il polso dell’ambiente: soprattutto se sarà il gioiellino croato a lasciare la Pinetina, il buon Mateo non ha fatto breccia nella testa di Mancini ma sì nel cuore dei tifosi. Nasce la nuova Inter, quella che per bocca dell’allenatore dovrà puntare allo scudetto. Con o senza Kovacic.