2013
Italia, ex azzurri: «Questa Nazionale ci piace»
ITALIA PRANDELLI – La Nazionale piace: il commissario tecnico Cesare Prandelli ha conquistato anche gli ex azzurri, che hanno rivelato di apprezzare il lavoro svolto dall’allenatore, come dimostra il sondaggio della redazione del Corriere dello Sport, che ha ascoltato il parere di alcuni esponenti:
Giancarlo De Sisti (Italia/Messico ‘70): «Come qualità, è un’Italia bellissima. Prandelli sta facendo un grande lavoro. Ha dimostrato ripetutamente che gioca bene. Adesso al bello deve aggiungersi qualcosa di concreto».
Antonio Cabrini (Italia/Argentina ‘78): «Il gioco conta relativamente se non arrivano anche i risultati. L’Italia di oggi diverte soprattutto quando incontra avversari che la lasciano giocare, come è successo col Brasile».
Lele Oriali (Italia/Spagna ‘82): «Prandelli ha costruito una Nazionale che piace, che diverte. La squadra è organizzata. La nostra era impostata sul carattere, giocavamo contro tutti e contro tutto, quella di oggi ha più tecnica».
Giancarlo Antognoni (Italia/Spagna ‘82): «Sono passati trent’anni dal Mondiale dell’82, era un calcio troppo diverso da quello di oggi. A ripensarci adesso, noi giocavamo con una specie di 4-2-4, con Oriali e Tardelli in mezzo al campo, Conti ed io più avanti e poi le due punte. E sotto questo aspetto, l’aspetto offensivo, l’Italia di allora e l’Italia di oggi si somigliano. Si è visto contro il Brasile, con quelle micidiali ripartenze, come si chiamano adesso, ai miei tempi si chiamava gioco di rimessa, ma la sostanza non cambia. Prandelli sta facendo un grande lavoro, l’Italia è molto bella, gioca sempre, in tutte le condizioni e in tutte le situazioni».
Roberto Mancini (Italia/Germania ‘88): «Sono d’accordo con chi sostiene che è una Nazionale davvero bella, come lo era la nostra. A questa posso augurare di vincere, a differenza di quanto abbiamo fatto noi».
Giuseppe Bergomi (Italia/Italia ‘90): «Bisogna sempre mettersi in relazione ai tempi. La Nazionale di Vicini faceva un bel calcio, in velocità e con tecnica. Aveva molti giocatori in grado di cambiare passo e anche in difesa eravamo veloci. In più c’erano giocatori di qualità come Mancini, Vialli e Baggio. La Nazionale di oggi mi piace molto per il coraggio e per la mentalità che Prandelli è riuscito a trasmettere a tutto il gruppo».
Gianluca Pagliuca (Italia/Usa ‘94): «A me piaceva molto anche la Nazionale di Vicini, ma certo che l’Italia di oggi sa farsi voler bene e farsi ammirare per come gioca. Ti metti davanti alla televisione e sai che ti diverti. A me ispira simpatia anche per tutti i giovani che Prandelli mette in campo. E comunque è una squadra che ha ancora dei margini di crescita».
Filippo Inzaghi (Italia/Germania 2006): «Guardandola con gli occhi da allenatore mi colpisce molto per la sua organizzazione. Se una squadra passa in un attimo dal rombo al 4-3-3 vuol dire che l’allenatore è stato davvero bravo. E poi è bella, sì, bella davvero».