2012
Italia-Inghilterra, sfida alla pari. Balotelli può spaccare la partita
Dopo sei giorni d’attesa è arrivato il momento dell’Italia: questa sera, allo stadio Olimpico di Kiev, si disputerà l’ultimo quarto di finale di Euro 2012 che vedrà opposta la nazionale di Cesare Prandelli alla temibile Inghilterra, vincente del girone D con sette punti ed ancora imbattuta nella competizione. Partita alla pari, sia in termini di organico che di percorso nel girone: l’Italia con l’unica pecca della rete subita dalla Croazia, l’Inghilterra meno solida del solito difensivamente ma con individualità dotate dell’esperienza giusta per non sfigurare a determinati livelli. Si elegge l’avversario della Germania.
ITALIA: RITORNO ALLE ORIGINI E… FATTORE BALOTELLI – Il tecnico di Orzinuovi – complici le non perfette condizioni fisiche di Thiago Motta – sceglie l’assetto che ha premiato nelle qualificazioni ad Euro 2012: 4-3-1-2 e centrocampo di palleggiatori con Montolivo vertice alto ad agire da trequartista ibrido. Soluzione bocciata dopo la disfatta di Zurigo contro la Russia, ma ritrovata in corso d’opera dall’Italia più camaleontica di sempre. Bravo Prandelli ad attingere a piene mani dalla sua rosa mantenendo tutti i suoi interpreti sulla corda. In difesa sarà Bonucci a sostituire l’infortunato Chiellini, recuperabile soltanto in caso di eventuale finale: tanto passerà inevitabilmente per la prestazione della retroguardia azzurra, impossibile distrarsi al cospetto di Rooney e soci. Fiducia a Mario Balotelli e questa volta la scelta sembra giusta: l’attaccante del Manchester City conosce alla perfezione i calciatori della nazionale inglese e, grazie alla sua fisicità, può sfruttare i punti deboli avversari e diventare il vero crac della sfida.
INGHILTERRA – La sensazione iniziale che potesse diventare un’importante outsider della competizione – nonostante l’ampio scetticismo generale – è assolutamente confermata. Non è l’Inghilterra più bella che si ricordi, ma non è stato nemmeno il miglior Chelsea della storia quello che si è aggiudicato l’ultima edizione della Champions League. Il parallelo giunge perché lo stile è assimilabile: squadra priva di un’idea di gioco precisa ma comunque dotata di giocatori in grado di fare la differenza alla prima occasione buona. Se non bastasse, il tasso di esperienza arrecato da attori del calibro di Terry, Cole, Gerrard e Rooney è senz’altro superiore a tante realtà in ballo, fattore che non può tagliare fuori l’Inghilterra dallo scenario di Euro 2012. Il modulo è il consueto 4-4-2 sempre utilizzato finora, con Milner e Young probabilmente preferiti a Walcott e spine sul fianco dei laterali italiani chiamati ad un extra-rendimento per non concedere spazi letali alle iniziative inglesi.
LA CHIAVE TATTICA: PERCHE’ BALOTELLI PUO’ ESSERE IL CRAC – L’Inghilterra ha nella sua fisicità il valore aggiunto: la linea difensiva composta da Johnson, Terry, Lescott e Cole è straripante in termini di forza fisica e, all’interno della rosa azzurra, l’unico attaccante in grado di competere per caratteristiche fisiche è proprio Mario Balotelli. Il centravanti ex Inter in questo senso può fare la differenza: oltre a fare a sportellate con la retroguardia britannica, può sfruttare la sua velocità per avere la meglio e creare superiorità numerica o guadagnarsi lo spazio per la conclusione. Sarà questa inevitabilmente una delle chiavi rilevanti della sfida. Il resto lo fa la concentrazione generale: non si può sbagliare questa sera, al primo errore gli avversari hanno nel bagaglio le armi per castigare. E’ la storia dell’Italia: nelle vittorie come nelle sconfitte non ha mai prodotto una mole di gioco impressionante, per cui quando sbaglia viene eliminata e se resta agonisticamente determinata su ogni pallone ed ogni centimetro va avanti. Ed è avanti che un popolo intero vuole andare e tramutare una speranza – o un sogno – in realtà.